POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Angeletti sarà espressione dell’asse della giunta commissariata (Di Girolamo-Corsi-Paparelli). Votato senza Rossi, Ottone e Brega. Il complesso di Brenno e l’attesa per la discesa in campo del cardiochirurgo

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il Pd(gc) – Partito della giunta commissariata – di Terni ha scelto.

In direzione Pd erano in pochi complessivamente, ma molti combattenti e reduci, sostenitori da sempre della vecchia giunta comunale che, come è noto a tutti, è passata di gloria in gloria, fino a farsi commissariare (con conseguente mazzata di tasse sui cittadini ternani) per via di un buco di bilancio che di solito non viene considerato una medaglia al merito per chi ha contribuito a metterlo insieme. Magari da qualche altra parte d’Italia c’è perfino chi si vergogna, ma non qui. Il Pd(gc) ha ottenuto la maggioranza di quelli che erano presenti, anche se con 6 astenuti, e quindi ha scelto Paolo Angeletti come candidato, che sarà a questo punto quello ufficiale del Pd(gc) ma anche il candidato di quel che resta del Pd. Infatti, non erano alla direzione, leader del partito ternano come l’ex senatore Rossi, orlandiano, Ottone, renziano, e il consigliere regionale Brega, che si era illuso di aver trovato manager di chiara fama per risollevare le sorti del Pd precipitato nei consensi grazie alla grandeur dell’ultima giunta a terzo schieramento della città nelle elezioni del 4 marzo. Per altro chi vince, vince. Anche se sono quattro gatti. In alcuni parti d’Italia lo chiamano il complesso di Brenno, quel simpatico barbaro che lanciava lo spadone sulla bilancia e gridava: “Guai ai vinti”. Con una battuta spiritosa, Angeletti è stato poi presentato come il candidato che ha “riunito” il Pd.

La vittoria del Pd(gc) però è stata netta. Paparelli, da vero condottiero, ha guidato i suoi al successo (sempre che non sia una fake news, visto che lui pare abbia ammesso in un’intervista con telecamera di mettere false notizie in giro ad arte) con una strategia aggressiva, ha bussato a più porte che un testimone di Geova, ma ha ottenuto il risultato, grazie a un’unità di intenti e di sentimenti con l’ex sindaco del dissesto finanziario Di Girolamo e il leader indiscusso della cooperazione ternana, Corsi. E da qui riparte evidentemente il progetto per il futuro del Pd ternano.

E’ evidente che chi questo schieramento ha avversato non solo negli ultimi difficili tempi, ritenendo di fare il vero bene del Pd, quindi il cardiochirurgo Alessandro Pardini, che è clinico di fama ma è anche ex senatore dei Ds, a questo punto si sente in dovere di scendere in campo. Infatti si prepara a presentare una sua lista civica, forse insieme ad altre, sempre di medesimo sentire politico.
Questo per dare l’opportunità ai cittadini di Terni di votare per uno schieramento di centrosinistra che sia altra cosa da quello che ha sorretto e difeso fino all’ultimo la giunta Pd del dissesto finanziario.
Quindi il Papa-candidato (nel senso di candidato di espressione paparelliana) Angeletti dovrà vedersela anche con Pardini. In realtà, se non ci fosse il complesso di Brenno di cui abbiamo detto, un derby Pd.