POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Attese misure già da quest’anno. E intanto l’Anac lancia l’allarme su infiltrazioni mafiose nella ricostruzione post sisma

di Marco Brunacci

PERUGIA – In materia di occupazione giovanile – dice il sindacato umbro nel suo documento per riaprire una sorta di vertenza Umbria con la Regione e Confindustria – va valutata «l’ipotesi di un reddito di transizione, attraverso un impegno lavorativo ridotto in ambito sociale o ambientale, da gestire dopo il percorso di studi e a cui collegare percorsi di specializzazione, così da ampliare le competenze personali ed evitarne l’esodo».

Giovani, quindi, che, finita la scuola, si specializzano e in attesa di un lavoro prendono un contributo mensile, valutabile nell’ordine delle centinaia di euro, da parte della Regione. «Misure che potrebbero essere finanziate con una revisione della tassazione sui redditi alti o con una tassa di scopo dedicata all’occupazione giovanile», afferma il il sindacato.
Nel documento di Cgil, Cisl e Uil si torna sul problema dello spopolamento dell’Umbria, con molti giovani (il calcolo fatto dice che c’è una diminuzione netta negli ultimi anni di 5-6 abitanti all’anno) che scelgono di uscire dalla regione in cerca di lavoro solido e ben retribuito.
Cgil, Cisl e Uil si accodano al trend di promettere soldi pubblici un po’ qui un po’ là che tanto funziona a livello nazionale? Niente di tutto questo – risponde il sindacato – ma piuttosto il tentativo di trovare una via d’uscita a una questione delicatissima. E la soluzione deve arrivare in tempi molto rapidi se non vogliamo perdere anche questo treno, concludono i tre segretari, Sgalla, Sbarra e Bendini, a una sola voce.
Si immaginano quindi interventi già per l’anno in corso.
E intanto sul tema lavoro ecco un report che arriva dall’Anac: dopo un’indagine compiuta nelle regioni colpite dal terremoto, l’Agenzia anticorruzione guidata dal magistrato Raffaele Cantone lancia un allarme per possibili infiltrazioni mafiose nei cantieri della ricostruzione. Per ora nulla di preciso è stato documentato, ma si sta riflettendo su diverse stranezze nel reclutamento della mano d’opera. Una questione sulla quale sono state proprio Cgil, Cisl e Uil a chiedere il massimo della trasparenza e dei controlli.