Residenti esasperati. Licenza sospesa per 20 giorni

PERUGIA – Licenza sospesa per 20 giorni. È quanto stabilito dal questore di Perugia nei confronti di una 36enne del Camerun, titolare di un phone center in via Fonti Coperte. Il provvedimento è stato emesso a seguito di una serie di episodi cominciati addirittura nel 2015 e culminati, il 6 maggio scorso, in una rissa in cui erano rimasti coinvolti diversi extracomunitari.

Una volta sul posto, gli agenti si sono trovati di fronte a uno scenario post bellico: un folto gruppo di persone agitate, reduci da una violenta colluttazione, gente a terra, uno addirittura semidisteso supino, a torso nudo, con la maglietta e il volto intrisi di sangue. Tutt’intorno, vetri in frantumi di bottiglie acquistate nelle stesso locale di fronte al quale era scattata la violenza. In quell’occasione due giovani sono finiti in ospedale con prognosi fino a 10 giorni. Anche la titolare dell’esercizio era risultata coinvolta nell’episodio.

I residenti poi, ricordano le forze dell’ordine, lamentavano da tempo disturbi continui della quiete pubblica: musica ad alto volume e schiamazzi provenienti dall’interno del locale soprattutto nelle ore notturne. Proprio per questo, nel luglio del 2005 il gestore del locale era già stato sanzionato: se ne occupò la polizia municipale in nel caso. Il locale, stando ancora ai racconti degli agenti, era divenuto punto di incontro di molti stranieri che lì si recano per consumare alcolici e abbandonare, poi, le bottiglie di vetro nell’area condominiale circostante.

A settembre 2017, infine, il personale dell’uso Umbria 1 aveva sanzionato per2mila euro il locale, a causa delle precarie condizioni igieniche, della mancata applicazione delle procedure di autocontrollo relative alla pulizia ordinaria e straordinaria e della scarsa manutenzione delle attrezzature usate nel locale. Il provvedimento di sospensione dell’attività è stato notificato giovedì mattina.