Il centro di eccellenza delle cure palliative

PERUGIA – Si è svolta ieri sera alla Sala dei Notari di Perugia, l’evento celebrativo per la ricorrenza dei dieci anni di attività dell’Hospice “La casa nel parco” di Perugia. Alla presenza di oltre 500 persone, sono intervenuti, Pasquale Parise Direttore Sanitario della USL Umbria 1, Edi Cicchi Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Perugia, Susanna Perazzini Responsabile dell’Hospice, Antonello Sterlini Presidente dell’Associazione Con Noi onlus. La serata è stata allietata dall’esibizione del gruppo musicale Cherries on a swing set e dalla performance degli attori Michael Crisantemi e Sante Paolacci.

L’Hospice, situato all’interno del Parco Santa Margherita, è una struttura residenziale che accoglie persone per le quali ogni terapia volta alla guarigione non è più possibile, fornendo sostegno anche ai loro familiari, durante la malattia e nel lutto. Una delle attività più preziose, è l’assistenza al lutto, fornita dagli psicologi, attraverso degli incontri in gruppo per bambini, adolescenti e adulti, al fine di affrontare e contenere il disagio.

«È importante far sapere che l’Hospice non è un luogo dove si va a morire – ricorda Pasquale Parise Direttore Sanitario della USL Umbria 1 – ma dove i vari professionisti sono impegnati a garantire la migliore qualità di vita possibile alla persona malata, tenendo sotto controllo il dolore e gli altri sintomi. Il nostro Hospice è una vera eccellenza della sanità regionale, un servizio pubblico gratuito integrato con la rete delle cure palliative domiciliari attiva in tutto il territorio della Usl».

«Ogni anno accogliamo in media 210 persone, a cui viene prestata un’assistenza personalizzata, fondata sull’ascolto e sulla comprensione dei bisogni dei malati e dei familiari – spiega Susanna Perazzini Responsabile dell’Hospice – Altre 200 persone vengono seguite a domicilio nel solo Distretto del Perugino dalla nostra equipe. Alla base del nostro lavoro c’è la dedizione e la passione di tutti gli operatori; infermieri, medici, psicologi, fisioterapisti, psichiatri, operatori socio-sanitari, assistenti sociali, amministrativi e volontari, a cui va tutta la mia gratitudine e riconoscenza».