Una dipendente costretta a prostituirsi per 13 ore al giorno. Arrestata la titolare. I clienti arrivavano da tutta l’Umbria

FOLIGNO (Perugia) – Prestazioni «particolari» oltre ai massaggi. Con una donna costretta a prostituirsi per 13 ore al giorno, tutti i giorni.

È una storia di degrado e sfruttamento quella che arriva da Foligno, ma che rappresenta anche un importante risultato conseguito dai carabinieri della locale Compagnia nell’ambito dell’attività di prevenzione e repressione dei reati in materia di prostituzione. A operare sono stati i militari della Stazione di Bevagna in collaborazione con il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Perugia che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Spoleto, nei confronti di una 51enne cittadina della Repubblica popolare cinese, ritenuta responsabile di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Le indagini si sono concentrate su un centro massaggi ubicato su una delle principali arterie di Foligno, dove il relax poteva diventare a luci rosse, come pubblicizzato anche esplicitamente su alcuni noti siti di incontri sul web. Nei vari servizi di osservazione posti in essere dai carabinieri, nel corso dei quali sono stati individuati alcuni avventori provenienti da diverse località dell’Umbria e regioni limitrofe, è emerso che questi, oltre al normale massaggio, potevano ricevere dalle massaggiatrici, tutte di nazionalità cinese, un trattamento “particolare”, naturalmente dietro corrispettivo pagamento di una somma variabile dai 20 ai 50 euro a seconda della prestazione. Tutti i proventi, sia dei massaggi che dei trattamenti extra, venivano incassati esclusivamente dalla titolare.
Nel corso del blitz i carabinieri, oltre ad accertare in flagranza di reato l’esercizio dell’attività di prostituzione all’interno del centro massaggi, hanno provveduto al sequestro dei locali, del denaro provento dell’attività, documenti contabili e del telefono cellulare con il quale venivano gestiti tutti gli appuntamenti con la clientela. Nella circostanza, oltre alla titolare dell’esercizio per la quale sono scattati gli arresti domiciliari, è stata identificata una dipendente, sfruttata e costretta a prostituirsi dalle 10 alle 23 di ogni giorno, orario di apertura del negozio.
La titolare è stata inoltre denunciata all’autorità giudiziaria per l’inosservanza delle norme di sorveglianza sanitaria dei lavoratori dipendenti.