Regione, caccia agli 800mila euro del Governo per il sisma

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Sono quelli dati dal Mibac per iniziativa culturali nelle zone terremotate. Per l’evento Uj realizzato a Norcia ne sarebbero stati versati alla Fondazione 145mila. Per il resto si attende il rendiconto

di Marco Brunacci

PERUGIA – Mentre si attende con ansia il “bilancino” di Umbriajazz spring a Terni, con queste voci insistenti ma non confermate, di una spesa di quasi 500mila euro a fronte di un incasso in biglietti venduti intorno ai 32 mila euro, ecco che ci si imbatte su un altro dossier non chiarito. Per carità: nessun mistero. Ne siamo sicuri. Basta sapere, basta che qualcuno, per amore di trasparenza e dando per scontato fin da ora che è tutto in regola, faccia sapere come sono stati spesi soldi pubblici, quindi di tutti.

Allora: sarebbero arrivati in Regione 800mila euro – raccontano fonti considerate di solito ben informate sulle vicende della Fondazione Umbriajazz – con una precisa mission: finanziare iniziative culturali nelle zone colpite dal sisma. Umbriajazz si è mobilitata subito per fare la sua parte, come giusto che sia, come si chiede a una istituzione di primo piano, con un brand noto in tutto il mondo, ed ha portato Renzo Arbore con band a Norcia, in un concerto che ha avuto un gran seguito. Costo complessivo dell’operazione? A quanto dicono tra i 160 e i 170 mila euro. Non risulta – ma pronti a segnalare eventi – che siano state fatte altre iniziative culturali o di spettacolo nelle zone terremotato dell’Umbria. Beh, però, la Regione avrebbe restituito alla Fondazione Uj, a quanto si dice, non più di 145 mila euro. Lasciando alla Fondazione medesima un conto neanche piccolissimo da pagare.
A questo punto però c’è chi chiede: gli 800mila euro dove sono finiti? 145mila a Umbriajazz. E il resto? A realizzare magari qualche altra opera meritoria in quelle zone? Sarebbe alla fine benemerito lo sforzo anche se potrebbero sorgere problemi dal punto di vista formale. Oppure questi soldi, vocati per cultura e spettacolo, sono finiti in altri calderoni? O addirittura destinati a mettere una pezza su bilanci in rosso di altre attività culturali non nelle zone terremotate?

Il solo chiedere cose di questo genere va considerato inopportuno e fuorviante perchè non c’è alcun motivo di dubitare della correttezza estrema degli amministratori, sia dal punto di vista formale che sostanziale. Ecco perché, al pari del “bilancino” di Umbriajazz spring, si chiede con tanta insistenza – e continueremo a farlo – di conoscere con esattezza i conti esatti. In questa maniera si dà un taglio a tutte le illazioni, sicuramente infondate, e si fa chiarezza sul modo in cui si spendono soldi pubblici, quindi di tutti, anche nelle attività culturali.
Una volta conosciuta la rendicontazione sulle spese sostenute con gli 800 mila euro svanirà di sicuro ogni dubbio. Come il “bilancino” chiarirà se Umbriajazz spring è stato un flop pesante, come vorrebbero quelle voci incontrollate e non confermate, anzi potenziali fake news, oppure viceversa ha dato un risultato soddisfacente, come da versione ufficiale. Il vicepresidente della Regione Paparelli sarà sicuramente il più sollecito a far sapere i dati reali e veritieri, avendo garantito personalmente e anche per iscritto di voler pareggiare eventuali sbilanci.