[Quando la vita era piena di gol]

L’incontro con Neri Marcorè in occasione della rassegna Encuentro, a Perugia, visto da due nostri contributor

di Gabriele Ripandelli ed E.C.

Battiti di mani a dare il ritmo da parte del pubblico, una chitarra elettrica ad accompagnare una classica e Fabio Stassi e Neri Marcorè pronti a cimentarsi su canzoni dall’aria di elogio al grande Sur. Un coinvolgente finale per una piacevole serata di calcio, musica e grande letteratura. In una cornice che traveste il teatro Zenith di Perugia da Puerto Williams, Patagonia, “la fin del mundo”, avviene una riuscitissima liaison in occasione della rassegna della cultura spagnola Encuentro, giunta al suo quinto appuntamento annuale.

Con la voce narrante di Neri Marcorè e l’accompagnamento musicale di Fabio Stassi si vanno a formare le immagini intorno al tema delle storie fantasiose di calcio di Stassi. Nell’atmosfera sudamericana che i due hanno ricreato ha aleggiato lo spirito dello scrittore argentino Osvaldo Soriano, citato e richiamato più volte. In una miscela della milonga di Buenos Aires e della Casa della Musica de l’Avana, dei locali notturni brasileiri e dei “peggiori bar di Caracas”, nessuna parola o gesto teatrale di Marcorè, apprezzato come attore a tutto tondo, sembrava fuori luogo, ed ogni nota della chitarra di Stassi aveva quel qualcosa di magia sudamericana.

Lo sfondo delle immagini che si andavano a creare era la storia calcistica costituita dal campionato del mondo di calcio del 1942 giocato in Patagonia, in piena II° guerra mondiale, e avvolto da un’aura misteriosa, chiaro riferimento al film italo-argentino di qualche anno fa “Il mundial dimenticato”. Così entravano in gioco l’inseguimento della tanto amata coppa Rimet, nata dalla fusione di una bellissima donna ad alte temperature, arbitri da far west, tifosi strampalati, portieri sostenuti dalle divinità e regole incredibili. Pensare alle continue lamentele che oggi ruotano intorno al mondo del pallone suscita il sorriso dell’ascoltatore se paragonato a come in quel fantomatico 1942 tutto era indirizzato per avere i tedeschi come unici vincitori.

La fantomatica finale giocata tra la squadra della Germania, dopo aver comprato l’arbitro nella semifinale contro l’Italia, e quella della Patagonia è proprio la ciurma sudamericana – e non poteva essere diversamente – a prevalere sul campo, o almeno fino a che si parla di regolarità. Così l’arbitro espelle tutti, lasciando in campo solo il portiere, che dopo ore di grandi interventi crolla sotto il colpo di una grande conclusione del centravanti ariano. Il finale dello spettacolo si è sostanziato in un’esibizione musicale – quasi a cappella – di Marcorè che ha interpretato, accompagnato da Stassi, qualche pezzo italiano, cimentandosi poi con note melodie argentine e  brasiliane e concludendo la serata con Banana Republic di Dalla-De Gregori.

Viene facile pensare che il sold out fatto registrare per l’occasione non sia dovuto unicamente alla gratuità dell’ingresso, ma anche dal gradimento de pubblico. Le risate, prima, a rompere il silenzio mistico durante l’ascolto di quello spettacolo e poi l’unirsi di tutti ai canti della grande festa finale, sono segnali inequivocabili che lo sarebbe stato a prescindere”