La cerimonia con la moglie e il figlio Michele, davanti a tanti studenti. Varasano: «Si è battuto per i nostri valori e oggi è un monumento»

PERUGIA – A pochi giorni da quello che sarebbe stato il suo compleanno, Perugia ha ricordato l’appuntato Donato Fezzuoglio, a dodici anni dalla sua morte per mano di alcuni rapinatori ad Umbertide il 30 gennaio 2006.

La cerimonia di commemorazione si è tenuta in via Chiusi, dove nel giugno del 2017 sono stati intitolati al carabiniere medaglia d’oro al valor militare, il plesso scolastico, la rotatoria e un monumento posto al centro della stessa.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, la vedova di Donato Fezzuoglio Emanuela Becchetti, il figlio Michele, il presidente del Consiglio comunale Varasano, il prefetto Raffaele Cannizzaro, l’assessore comunale Dramane Waguè, la consigliera Erika Borghesi in rappresentanza della Provincia di Perugia, il questore Giuseppe Bisogno, il comandante regionale dell’Arma dei carabinieri Massimiliano Della Gala, le autorità civili e militari, nonché i ragazzi della scuola, gli insegnanti e le famiglie e semplici cittadini.

«Se penso a Donato Fezzuoglio – ha detto il presidente Varasano -, il ricordo va ai tanti combattenti italiani della Grande guerra perché vi sono tra loro delle assonanze. Non solo perché erano tutti militari, ma soprattutto perché sia i nostri ragazzi al fronte sia Fezzuoglio hanno compiuto qualcosa di grande, eroico e sacro. E poi ci sono altre corrispondenze: se 100 anni fa vi era una trincea che divideva l’Italia dall’Austria, ossia il Carso, anche oggi vi sono delle trincee, quella della legalità, quella della giustizia e quella della libertà, trincee per cui dobbiamo combattere». «Chi si batte, come Fezzuoglio – ha proseguito -, per difendere questi valori diventa un monumento, ossia un esempio per tutti coloro che verranno».
Varasano ha concluso il suo intervento così: «Siamo noi ciò che voi foste, noi saremo ciò che voi siete», invitando i tanti giovani presenti affinché diventino testimoni di questi valori condivisi.

Il generale Massimiliano Della Gala, comandante della Legione Umbria dei carabinieri, ha invece sottolineato che Donato Fezzuoglio vive grazie alla presenza dei tantissimi bambini accorsi in massa alla cerimonia. Ciò conferma che da una tragedia possono nascere anche momenti di festa come quello di oggi, reso possibile dal sacrificio di uomini dello Stato come l’appuntato Fezzuoglio.
A chiudere la giornata è stato il prefetto Raffaele Cannizzaro, secondo cui il monumento a Fezzuoglio è il «simbolo di una vita donata e di un sacrificio compiuto in difesa dei valori propri dello Stato». «Fezzuoglio – ha continuato il prefetto – con un gesto istintivo ha saputo fare questo: ossia sacrificarsi per rendere onore a se stesso, all’Arma ed al popolo italiano nella sua interezza. Ci sono momenti, infatti, in cui ai cittadini è richiesto l’impegno massimo a difesa delle regole e della sacralità delle Istituzioni».
Al termine della cerimonia la delegazione si è spostata all’interno del plesso scolastico dove sono state consegnate le borse di studio, finanziate dalla vedova Fezzuoglio, nell’ambito del progetto didattico sulla cultura della legalità.

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