Perugia, muri imbrattati con simboli fascisti a Monteluce. Il Pd insorge

La scritta è apparsa giovedì in prossimità della rotatoria intitolata al missino Ramelli. Bori e Bistocchi: «Clima pesante. La rivalsa dell’estrema destra passa anche dai silenzi e dal disinteresse della Giunta»

di Tommaso Bori e Sarah Bistocchi*
(riceviamo e pubblichiamo)

PERUGIA – In prossimità della rotatoria appena intitolata a Sergio Ramelli, ex missino milanese, nella zona di Monteluce, è apparsa questa mattina una scritta corredata con una croce celtica, uno dei più noti e diffusi simboli neofascisti. Questa è solo l’ultima di una serie di scritte e disegni che si stanno diffondendo in modo crescente e preoccupante nella nostra città nella totale disattenzione ed inerzia da parte della Giunta Romizi.

Abbiamo presentato un’interrogazione su questo tema poiché questi comportamenti, che richiamano simboli ed ideologie sconfitti dalla storia, oltre a prefigurare il reato di “Deturpamento e imbrattamento di cose altrui”, contravvengono anche alle leggi del nostro Paese volte a reprimere e sanzionare gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, come la legge Scelba e la legge Mancino.

Ci sentiamo dunque di sollecitare in questo modo la Giunta ad intervenire celermente nella rimozione di scritte e disegni con slogan e simbologie fasciste per evitare che, come accaduto in passato, occorrano mesi e mesi per la cancellazione di messaggi apologetici di violenze e fanatismi. Il nostro auspicio è che si parta proprio da Monteluce, dalla scritta apparsa dinanzi alla rotatoria Ramelli, così da svelenire il pesante clima di rivalsa che l’estrema destra, con la complicità di un’amministrazione silente, ha voluto creare intorno alla figura del giovane milanese del Fronte della Gioventù».