Perugia è tornata ad avere ambizioni, lo ha detto una fake news

Il falso arrivo di una cordata americana, dietro a Nesta, nel calcio diventa un segno dei tempi: la voglia di nord, di nuovo e, insieme, di antichi splendori non solo calcistici, ne ha fatto l’argomento di conversazione di una notte. Tutti avvisati | di MARCO BRUNACCI

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ma vi sembra il caso, in un momento così, dove ti rifilano qualunque patacca sul web e non solo, di riparlare di una fake news che è sicuramente fake e per niente news? Sì, stavolta sì, per tre ordini di motivi.

Uno: la notizia riguarda il Perugia calcio, come al solito viene fuori a tarda sera, quando non è facile fare verifiche, ed è completa, come ormai sempre più spesso avviene, di immagine taroccata con maestria.
La notizia ha viaggiato per ore sui profili Facebook, dopo esser partita da un messaggio Whatsapp che mostrava un dispaccio su un presunto (ma in realtà inesistente) Televideo con poche righe generiche, ma forti nel titolo: il Perugia calcio era a un passo dalla cessione a non meglio precisati “americani”, probabilmente una cordata.
L’abc della fake news è stato rispettato: si dice una cosa falsa ma verosimile, visto che gli americani sono in Italia nel pacchetto di proprietà della Roma calcio e come garanti nel Milan e potrebbero alal fine pur entrare in una società di serie B. E poi evocarli fa sicuramente sognare i tifosi.
Il secondo motivo per il quale val la pena tornare su una notizia palesemente falsa e su un’immagine taroccata con maestria è questo: i tifosi, che sono una community, per dirla con il linguaggio dei social, molto coesa, con propri “riti” e forti di una passione comune che accende gli animi e i sogni, hanno moltiplicato per cento la forza disinformativa della fake di cui trattiamo.
Tutti a dire la loro, per ore, ad agitare la notte in attesa di sapere poi l’unica notizia vera: il rinvio della gara di play per via del Bari.

A tutt’oggi c’è ancora chi crede che la notizia non sia infondata, come è stato palesemente dimostrato, per il motivo che è alla base – come abbiamo già accennato – di tutte le fake news: sono notizie verosimili, che muovono da un dato non confutabile. Il dato, in questo caso, è l’arrivo a sorpresa per le gare (o la gara se va tutto male) dei play off di uno dei più grandi difensori italiana di sempre, Alessandro Nesta, ora allenatore ad inizio carriera che passa gran parte dell’anno in Florida (Usa). Nesta rimanda agli americani, i sogni di gloria dei tifosi perugini anche. E il cerchio si chiude.
Ma ecco il terzo motivo per cui non è sbagliato tornare a riflettere su una palese falsa notizia. Le fake news vengono indirizzate su obiettivi sensibili, che devono dar luogo a reazioni a catena.

Non c’è dubbio alcuno che il Perugia calcio, dopo l’arrivo di Nesta, ma anche prima, è tornato a essere motivo di interesse da parte di tanti umbri, che rivogliono gli splendori del passato, calcistici e non solo calcistici, inclusa la serie A. Anche la fake news può essere – se vogliamo metterla così – un segno di vitalità. Ci si torna ad accorgere di Perugia e delle sue ambizioni. In questo caso calcistiche. Ma il calcio è molto di più di uno sport. È una cartina di tornasole della situazione economica e pure sociale di un territorio. O, prendendo il calcio per un altro verso, può essere uno stimolo e perfino del territorio in questione.
E allora: benedetta fake news, Perugia ha voglia di nord (lo ha detto alle elezioni del 4 marzo), di nuovo, non si accontenta più di galleggiare, non ha paura di credere nel futuro e pure di sognare e comunque di avere ambizioni. Per ora col calcio (Santopadre prenda nota e si attrezzi, il clima è cambiato), poi si vedrà.