«Oltre 2mila scosse in un mese, altro che ordine naturale di assestamento»

Sismografo
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L’ex presidente Ingv, Enzo Boschi, in aperta polemica con gli attuali vertici dell’Istituto: «Servono misure preventive a Muccia e nelle zone circostanti: non è detto che il terremoto arrivi ma bisogna essere preparati»

Un invito allo studio dei dati e al confronto. Un monito. Più che altro, una polemica. «Oltre duemila scosse a Muccia in un mese. Vogliamo parlarne?»: è il titolo dell’articolo apparso giovedì sul portale dell’agenzia Agi, a firma dell’ex presidente di Ingv, Enzo Boschi, oggi in aperto contrasto con gli attuali vertici dell’Istituto.

«A proposito di Muccia il presidente dell’Ingv attualmente in carica, Carlo Doglioni, il 10 aprile ebbe a dichiarare: “Difficile prevedere se ci saranno ulteriori scosse ma quello che sta succedendo è nell’ordine naturale dell’assestamento“. Una frase che non vuol dir niente ma che ha lo scopo evidente di tranquillizzare» la gente, scrive Boschi. Una convinzione, prosegue, «permeata da un ottimismo d’accatto senza alcuna base scientifica». «La mia opinione a proposito di Muccia, per quel poco che vale, è decisamente diversa da quella dell’attuale vertice Ingv».

La riflessione di Boschi parte da lontano: «Il terremoto del 24 agosto 2016 (Amatrice, ndr) e la lunga sequenza successiva hanno colmato il gap (sismico, ndr) creatosi fra la zona umbro-marchigiana colpita nel 1997-98 (Umbria-Marche) e quella abruzzese del 2009 (L’Aquila). Un gap evidentissimo per coloro che hanno il compito della sorveglianza sismica, ben finanziata, del nostro Paese. E che su quel gap aveva il dovere imprescindibile di richiamare con forza l’attenzione del potere esecutivo».

Ma arriva in fretta dritta al punto: «Ricordo tutto questo perché temo, visto l’andazzo, che venga ignorata l’attuale situazione di Muccia e delle zone vicine. Finora ci si è limitati a invocare “l’ordine naturale dell‘assestamento” in maniera grottesca». «Una locuzione assolutamente priva di significato sul piano scientifico e inutile per gli scopi della Protezione Civile – continua -. Meraviglia una dichiarazione inutile e tanto pilatesca da parte di un personaggio che da almeno sette-otto anni dichiara di poter prevedere i terremoti analizzando proprio le sequenze sismiche».

«Più che i vertici dell’Ingv – conclude Boschi -, che ormai sembrano disinteressati alla moderna Sismologia applicata alla sismicità del nostro Paese, spero che queste considerazioni arrivino ai vari organi di Protezione Civile. Per il principio di precauzione, mi permetto di invitare tutti coloro che ne hanno la responsabilità e la capacità di mettere in atto tutte le possibili misure preventive a Muccia e nelle zone circostanti. Non è detto che il terremoto arrivi ma è sempre meglio e doveroso essere comunque preparati».