L’Università di Perugia chiamata a scegliere anche con Cotana e Santambrogio in campo. La sorpresa arriva da Microbiologia? Intanto l’ultima incertezza è sul nome di Tei (Agraria)

di Marco Brunacci

PERUGIA – Pronti, attenti, via. La campagna per il nuovo rettore dell’Università di Perugia, partita da tempo sottotraccia, adesso fila via fiera e aggressiva come si conviene a una grande sfida. Con tanti piccoli incontri ma con pochi interlocutori. Micro-cene, un po’ carbonare, perché qui ancora nessuno si fida di nessuno. I candidati sono sulla bocca di tutti, uno accanto all’altro, magari con l’aria ancora un po’ svagata come chi è lì per caso, ma già tutti radunati nel salotto buono come fossero i possibili colpevoli di un caso di Hercule Poirot.

Allora: Fausto Elisei riprova dopo aver ceduto il passo all’attuale rettore Moriconi, accerchiando e costringendo alla resa, ma solo all’ultimo colpo di colubrina, Maurizio Oliviero. Che di quella Waterloo non se ne è mai fatto una ragione, perchè la strategia sembrava vincente e le alleanze sufficienti per allargare il perimetro di azione di un normale candidato “de sinistra” nell’ambito dell’Università perugina, il cui cuore non ha mai battuto all’unisono con la maggioranza Pci-Pds-Ds-Pd e dintorni che fino all’altro ieri era indiscussa nelle regione.
Eccoli: si ritroveranno uno di fronte all’altro, un Napoleone-Oliviero ancora più risoluto, deciso di far valere al pari titoli e astuzie, pronto a portare la sua capacità di mediazione oltre ogni limite di umana sopportazione. Vuol prendersi la sua Giurisprudenza prima di tutto, ma tanta Medicina, ripartendo magari dallo storico alleato Donini, come pure Ingegneria e, perchè no, Scienze politiche.

La risposta di Elisei – ritenuto da sempre vicino a Comunione e liberazione come Oliviero viene considerato espressione del centrosinistra di governo umbro oltre che sodale della tessera numero del renzismo Cucinelli – sarà meticolosa, studiata nei particolari. Contro il Napoleone di Giurisprudenza vuol confermarsi come il Nelson di Chimica Fisica. E ha cominciato a prepararsi con puntiglio: non sarà sfuggito a nessuno che si è da poco dimesso il capo del Dipartimento cui fa capo Elisei, Tarantelli, il quale neanche troppo velatamente, ha fatto capire che si faceva da parte per dissapori con l’Elisei in persona.
La sua strategia è già alla luce del sole: presentarsi alla battaglia elettorale con un suo schieramento accademico compatto, al quale aggiungere pezzi centristi ma anche di sinistra moderata, in attesa del rush finale dove ogni colpo vale e ogni acquisizione è lecita per ottenere un voto in più dell’avversario.

Fin qui i due campioni della contesa, ma altri due candidati sono di fatto già in pista. Ambrogio Santambrogio, forte di un grande appeal a sinistra, che potrebbe dare molti dispiaceri a Oliviero, soprattutto se si trasformasse – come dicono – in una ufficiale intesa con gli studenti dell’Udu. Quindi Franco Cotana, la cui candidatura è la conferma che Ingegneria è spaccata, ma non più sempre. E che lui intende pescare nelle praterie di Agraria. Dal quale però – ecco la prima sorpresa – potrebbe spuntare la candidatura di Tei. E questo significherebbe disco rosso e poche chance per Cotana, ma anche un osso duro con cui trattare per i due favoriti.

Ora però è venuto il momento di chiedersi: cosa farà il rettore uscente Franco Moriconi? Escluso che se ne stia con le mani in mano. Certo che non gli garbano gli attuali candidati (o almeno non gli garbano del tutto) e allora pensa a una soluzione tutta sua. Il prorettore Figorilli? Escluso, al momento. I rapporti tra i due sarebbero, se non proprio da inverno siberiano, per lo meno da prima settimana dell’ultimo maggio italiano: rigidi, a tratti piovosi, con poche schiarite.
Archiviato Figorilli, ecco la mossa del rettore: una candidata donna, che spiazza l’establishment accademico maschilista e apre le porte a una docente che arriverebbe dal dipartimento degli illustri Talesa e Puccetti. Microbiologa? Può darsi. La mossa rimetterebbe al centro del ring la ex facoltà di Medicina, fino a poco tempo fa capace di determinare le fortune qualsiasi Senato accademico, e ora che è divisa in tre dipartimenti litigiosi, di fatto emarginata.