L’ex ad dell’Ast di Terni, Lucia Morselli, sale nel cda di Telecom

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Manager contrastata fino alla fine in Umbria, si ritaglia un altro posto di primo piano nel gotha dell’industria italiana

di Marco Brunacci

PERUGIA – Pensare: c’era anche chi, nel sindacato e nella pubblica amministrazione umbra, l’aveva accolta, nel luglio del 2014, quando arrivò alla guida dell’Ast, come tagliatrice di teste.

In realtà Lucia Morselli, da oggi consigliere di amministrazione del gigante Telecom dopo il trionfale ingresso del fondo Usa Elliot che ha spazzato via i francesi di Vivendi, è soprattutto manager a tutto tondo. Se c’è da tagliare taglia, se c’è da valorizzare valorizza, dove c’è da rilanciare rilancia, dove ci sono possibilità non se le lascia sfuggire. Ma una caratteristica l’ha dimostrata negli anni roventi in cui è stata alla guida dell’acciaieria di Terni, che ha portato fuori dalle sabbie mobili della crisi, pur con sacrifici per l’occupazione. Ma l’impianto è stato salvato.
I conti li sa fare perchè ha una laurea da 110 e lode non in un’Università di periferia ma alla Normale di Pisa e proprio in Matematica, alla quale ha aggiunto due master, il primo in fisica a Roma, il secondo in business administration a Torino. E da lì è iniziato il percorso, per tanti versi speciale, della Morselli: era il 1982 e il primo incarico era in Olivetti.

Chi non aveva capito in Umbria il suo talento e il suo carisma, insieme alla capacità di gestire le criticità di ogni genere e di impostare ripartenze, certo senza guardare in faccia a nessuno e chiedendo anche sacrifici feroci se del caso, adesso, dopo la nomina in Telecom, ha l’ennesima riprova che Lucia Morselli è stata sicuramente manager di talento assoluto, probabilmente di più il tessuto delle imprese dell’Umbria non ha conosciuto. E quella parte di classe dirigente sindacale – alla fine per la verità assai ridotta – e politico-amministrativa, ahinoi anche di altissimo livello, che non se ne era accorta ha fatto l’ennesima magra figura. La qual cosa non sarebbe niente, se non finisse sempre per nuocere all’Umbria intera.