La denuncia di Bertolaso: «Ricostruzione post sisma, ritardi inammissibili»

Guido Bertolaso (foto Facebook)
Guido Bertolaso (foto Facebook)

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Grido d’allarme da Spoleto: «La solita burocrazia rallenta gli aiuti alla gente». «Hanno distrutto la nostra organizzazione che era un motivo di orgoglio per tutto il Paese»

di Marco Brunacci

PERUGIA – Stavolta non ci sono possibili equivoci. L’ex leader della Protezione civile, Guido Bertolaso, uscito indenne da una campagna mediatica che avrebbe ucciso un cavallo e da una vicenda giudiziaria che sembrava dovesse affondarlo per il resto dei suoi giorni, è chiarissimo ai microfoni di Tef channel: «Io non ho più niente da chiedere a questo Paese. Per sei mesi l’anno faccio il nonno, per gli altri sei, da medico, aiuto in Africa i bambini».

Ma non può non dire, nel mentre appoggia il candidato sindaco di Spoleto De Augustinis, un candidato civico più che di centrodestra, ex magistrato, quello che tutti stanno vedendo: la ricostruzione post sisma del 2016 avanza tra incredibili ritardi. Motivo? «La solita burocrazia che rallenta i lavori, che non tiene conto delle necessità della gente colpita da una calamità così angosciosa come il terremoto». Ma anche: «L’aver dissolto un sistema di organizzazione della Protezione civile per il quale tutta l’Itala poteva andare orgogliosa è stato un errore fatale».
Che altro? «L’aver permesso di lasciare chi si prendessero decisioni in chiusi uffici che stavano decine di chilometri lontani dalla gente che aveva subito il trauma e che si dibatteva tra i problemi». Ancora? «Pensare che il nostro sforzo, fatto a L’Aquila e nei casi dove siamo intervenuti non fosse – sia detto con tutta umiltà – un esempio da seguire: disponibilità h24, vicini alla gente, assistenza diretta delle persone, non tortuose strade per autorizzare questo o quello».
Qualche Regione è stata migliore delle altre? «Forse l’Umbria – dice Bertolaso, senza curarsi della campagna elettorale – , visto che era già passata per un’esperienza di questo genere, ha evitato qualcuno degli errori che stanno complicando la vita della gente.Ma tutte le Regioni sono in ritardo. E non è una questione ragionieristica, si tratta di vita della gente, che non ha trovato le risposte che aveva diritto di avere».
E non è un caso che, al di là degli schieramenti, a Spoleto, dove si svolgeva la riunione, c’era chi rimpiangeva Bertolaso, capo della Protezione civile, magari dopo averlo pure osteggiato.