FOTO | Donbass, Irlanda del Nord, Kosovo, Thailandia, Cambogia e non solo. Una vita in viaggio: a raccontare conflitti, speranze, culture. La fotogallery in esclusiva

PERUGIA – Nasce in provincia di Perugia il reporter Fabio Polese, da un decennio impegnato a documentare le zone calde del mondo. Classe 1984, sceglie molto presto di fare suo questo mestiere e andare a caccia di storie in Europa, Medio Oriente e Asia.

In Donbass, nell’Ucraina dell’est, ha raccontato la guerra ancora in atto tra i miliziani filorussi e le truppe di Kiev, che a oggi ha provocato la morte di circa diecimila persone e quasi due milioni di sfollati. Si è trovato nei villaggi dei civili che non vogliono abbandonare la propria terra, così come nelle prime linee del fronte, a ridosso degli attacchi dell’esercito ucraino. Nell’Irlanda del Nord ha documentato il conflitto mai finito tra i repubblicani irlandesi e i lealisti inglesi nei giorni più infuocati di luglio, quando le marce orangiste fanno riesplodere la violenza.

In Corsica ha dato voce ai nazionalisti che aspirano a separarsi dall’Eliseo. In Kosovo ha convissuto con la comunità serba che vive a nord di Mitrovica e nelle enclavi.
Più volte in Libano, ha lavorato a lungo su Hezbollah, il movimento di resistenza sciita del Paese, e sui numerosi campi profughi palestinesi. Ha seguito, nella giungla della Birmania orientale, la guerriglia Karen che da settantanni combatte il conflitto di liberazione più lungo al mondo. In Thailandia è andato alla ricerca delle ultime Donne Giraffa e delle altre popolazioni ancestrali che vivono nel nord del Paese. Sui Moken, ha realizzato un reportage per narrare le vicende degli ultimi nomadi del mare, nelle isole dell’arcipelago di Mergui nel mare delle Andamane.

In Bangladesh si è reso testimone della vita dei cristiani perseguitati e dell’espansione dell’islamismo immediatamente in seguito all’attentato a Dacca del primo luglio 2016, durante il quale hanno perso la vita, tra gli altri, nove nostri connazionali. In Cambogia, sulle tracce dei Khmer Rossi, ha contribuito a rendere note le conseguenze dei crimini di Pol Pot. Nelle Filippine del sud è stato con i ribelli del Moro Islamic Liberation Front (Milf) che da anni richiedono l’autonomia da Manila. Ha anche seguito con i militari governativi la battaglia per la liberazione di Marawi, la città sotto assedio per quasi cinque mesi dai miliziani locali che hanno giurato fedeltà all’Isis.

Il reporter perugino Fabio Polese
Il reporter perugino Fabio Polese

I suoi reportage sono stati presentati dalle maggiori testate nazionali, da Il Giornale al Corriere della Sera, passando per Panorama, Eastwest, Sport Week, la Repubblica, Gli occhi della Guerra e altre ancora. Per Eclettica Edizioni è coautore, insieme a Federico Cenci, del libro inchiesta “Le voci del silenzio. Storie di italiani detenuti all’estero” (2012), mentre nel 2015 ha pubblicato il libro fotografico “Strade di Belfast. Tra muri che parlano e sogni di libertà”. Per Mursia, invece, nel 2017, con lo storico Stefano Fabei, ha redatto “I Guerrieri di Dio. Hezbollah: dalle origini al conflitto in Siria”. È curatore di tre personali mostre fotografiche: “Kawthoolei, scatti in zone di guerra nella Birmania Orientale”, “Popoli in lotta” e “The Wild Eye”. Le prime due mostre sono state allestite nelle maggiori città d’Italia, dal Trentino Alto Adige alla Sicilia, mentre l’ultima è stata inaugurata nel novembre scorso a Bangkok, in Thailandia.

Ora Fabio si trova nel sud-est asiatico per realizzare nuovi diversi lavori nella regione. In esclusiva su CityJournal alcuni suoi scatti dal mondo. Potete seguirlo attraverso il suo sito: www.fabiopolesereporter.com