«Grazie Luca. Vogliamo immaginarti brezza che sfiora il nostro viso»

Le parole commoventi di Matteo Presciutti che saluta il fratello, morto a 45 anni a Bangkok per le complicanze insorte dopo un incidente stradale

PERUGIA – In tanti sabato scorso, a Perugia, hanno partecipato ai funerali di Luca Presciutti, il perugino di 45 anni morto il 4 maggio a Bangkok per le complicanze insorte in seguito a un incidente stradale. Una folla commossa di parenti e amici si è ritrovata nella chiesa Regina della Pace, della parrocchia di Santa Lucia, per dare l’ultimo saluto allo chef, molto conosciuto e amato nella comunità perugina, tanto che era stata ingaggiata una gara di solidarietà per sostenere le spese mediche necessarie per riportarlo in Italia.

«Anche in questo periodo di sofferenza hai toccato l’anima di tante persone che non ringrazieremo mai abbastanza per esserci state vicino e aver combattuto con noi per cercare di riportarti a casa, dalla tua famiglia e dai tuoi cari…», si legge nella lettera scritta dal fratello Matteo e letta in chiesa da una parente durante i funerali. «Non volevamo tornassi così. Ci consola e ci dà forza il pensiero che te ne sei andato nella terra dove avevi scelto di vivere e di realizzare i tuoi sogni».

Qui di seguito il testo integrale della lettera di Matteo Presciutti.

«Ciao Luca, finalmente oggi spiccherai il tuo volo! Sicuramente non era quello che volevi e che immaginavi… neanche noi! Questa lettera non è un addio, un giorno ci rivedremo e fino a quel giorno continuerai a vivere nel cuore di ognuno di noi. Vogliamo immaginarti farfalla che vola leggera e libera come tu eri… Vogliamo immaginarti fiore dai mille colori, com’erano i tuoi pensieri…vogliamo immaginarti brezza che sfiora il nostro viso…

Indelebile sarà per noi il ricordo del tuo sorriso. Ci sono tanta tristezza e tanto dolore qui oggi, forse c’è anche un po’ di rabbia per com’è andata…

Grazie Luca per tutto ciò che ci hai regalato semplicemente vivendo e condividendo con noi la tua vita… Anche in questo periodo di sofferenza hai toccato l’anima di tante persone che non ringrazieremo mai abbastanza per esserci state vicino e aver combattuto con noi per cercare di riportarti a casa, dalla tua famiglia e dai tuoi cari.

Non volevamo tornassi così. Ci consola e ci dà forza il pensiero che te ne sei andato nella terra dove avevi scelto di vivere e realizzare i tuoi sogni. Hai raggiunto papà…finalmente siete di nuovo insieme e che da lassù possiate colmare il grande vuoto che si è formato nei nostri cuori.

Un grazie dal profondo a tutti voi familiari, amici, conoscenti, a chi è presente qui oggi e a chi non ha potuto esserci. Un grazie speciale al dott. Amendoni e alla sua equipe medica, a Michele, Federico, Francesco e alle rispettive mogli e, non ultimo d’importanza, al nostro amico Riccardo che ieri ci ha lasciato ed è ora con te”.