Follia a Terni: in un’ora mette a segno due rapine, ne tenta una terza e prende a morsi due persone

Neppure 50 euro il bottino che, in compenso, gli è valso l’arresto

TERNI – Se non è un giorno di ordinaria follia questo: un uomo domenica scorsa ha messo a segno due rapine, ne ha tentata una terza e ha preso a morsi due persone, vittime prescelte dell’ultimo assalto. Tutto in poco più di un’ora, tutto in pieno giorno: una follia, appunto, resa drammaticamente ordinaria dai precedenti (per furto aggravato) del 50enne ternano protagonista della storia.

Verso mezzogiorno al 113 arriva una telefonata in cui testimoni riferiscono che un’anziana donna, 91enne, è stata rapinata in Lungonera Savoia. Un uomo in bicicletta, per scipparle la borsa, contenente 15 euro, l’ha trascinata per alcuni metri facendola finire al pronto soccorso dove verrà curata per contusioni multiple e per un forte stato di shock con una prognosi, salvo ulteriori complicazioni, di 20 giorni. Poco più tardi, mentre le auto e le moto della polizia danno la caccia al responsabile, arriva un’altra telefonata dai proprietari di un negozio di fiori appena rapinati, di 30 euro, da un uomo la cui descrizione combacia perfettamente con quella data dalla vittima e dai testimoni del furto precedente. Alle 13.15, l’ennesima segnalazione. In via dell’Ospedale un uomo, ancora una volta in bicicletta, ha tentato di rubare il cellulare a un ragazzo che camminava in strada con la madre. I due si sono ribellati, hanno lottato, e a quel punto il malvivente ha pensato bene di colpirli e soprattutto prenderli a morsi: la mamma ne avrà per 7 giorni, il ragazzo per 10.

La corsa verso l’autodistruzione dell’uomo finisce poco più tardi, quando gli agenti lo intercettano di fronte a un distributore automatico di bibite (che per non farsi mancare niente stava prendendo a calci), accerchiandolo e finalmente immobilizzandolo. Trovato ancora in possesso dei soldi rubati, il rapinatore è stato arrestato e, sentito il pubblico ministero di turno, Barbara Mazzullo, portato in carcere, dove è tutt’ora trattenuto a disposizione dell’autorità giudiziaria.