Manifestazione tra le più antiche in Italia: il rituale con cui il popolo eugubino rinsalda il legame con la sua storia e la sua fede

di Gregorio Tamborrino Orsini

GUBBIO (Perugia) – L’aspetto fondamentale della religione – ci ha spiegato il sociologo francese Emile Durkheim – non è la presenza di Dio (o degli dèi), quanto piuttosto la presenza di cose sacre. Siano esse sassi, totem o quant’altro, la loro caratteristica è quella di trarre una forza del tutto specifica, trascendente, dalla relazione sociale; dall’energia che si libera nei riti collettivi quando gli uomini, perdendo la propria individualità, si confondono e si annullano nel gruppo.

«In situazioni particolari, che Durkheim chiama di ‘effervescenza collettiva’, gli uomini costituiscono inconsapevolmente il gruppo sociale, cioè quell’insieme di credenze che, una volta raffreddate, saranno alla base della vita di tutti i giorni. I rituali sono allora quei momenti in cui si riproduce l’evento costitutivo iniziale, al fine di rafforzare le credenze che nell’uso quotidiano potrebbero perdere forza ed efficacia» (Ambrogio Santambrogio, Introduzione alla Sociologia).

Banner statico Mencarelli.jpgDifficile dire se Durkheim si sia trovato a passare da Gubbio almeno una volta nella vita. Di certo, gli enunciati sopra riportati, prodotto del suo pensiero prolifico, scolpiscono il senso più profondo dei giorni che precedono e assieme fomentano il 15 di maggio, e che proprio il 15, già alle prime luci dell’alba, culminano nella tradizionale Festa dei Ceri. Manifestazione tra le più remote in Italia, la Festa dei Ceri è dunque il rituale con cui il popolo eugubino rinsalda il legame con la sua fede e la sua storia, soprattutto la sua storia, riproducendo l’evento costitutivo iniziale.

Tutto ebbe inizio nel maggio del 1160, anno della morte di Ubaldo Baldassini, vescovo di Gubbio e amato concittadino. Da allora, ogni 15 maggio, giorno delle vigilia del lutto, la folla si riversa in strada confluendo in una processione mistica che frenetica sfila per le vie della città e si inerpica fin sul Monte Ingino dove riposa la salma di Ubaldo divenuto Santo Patrono. Quella che in principio fu la grande “Luminaria”, solenne atto votivo, è divenuta la corsa dei Ceri, e i candelotti che un tempo illuminavano il cammino sono stati sostituiti con il passare dei secoli dagli odierni Ceri.

Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Imponenti clessidre ricavate dal legno di abete, olmo, faggio e quercia, sono i totem cui i ceraioli, i capitani, i capodieci e il popolo eugubino tutto, riuniti in palpitante trepidazione, immolano la propria individualità in vista di un rinnovato senso della collettività. Sopra di essi vengono apposte le statuette dei tre Santi protettori delle antiche corporazioni dei mestieri: oltre ad Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio. Una volta riunite le due anime della celebrazione, il preludio alla scalata al monte Ingino entra nel vivo.

Gubbio si stringe attorno alle mute variopinte dei ceraioli e si carica sulle spalle il peso della catarsi. Sospinto da una folla ruggente si lancia in una corsa forsennata e si arrischia alla volta della Basilica di Sant’Ubaldo ben attenta a scongiurare “cadute” e “pendute”. Accelera e al contempo rallenta: procede tornando sui suoi passi. Ripercorre a perdifiato il sentiero della Luminaria in cerca dello spirito che accese la tradizione; quell’effervescenza collettiva di cui parlava Durkheim.

Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Ma è innanzi al Palazzo dei Consoli, nel momento intenso e suggestivo dell'”Alzata”, che Gubbio si assiepa per fremere nell’inquietudine dell’attesa. Proprio lì, in quella che potrebbe essere la Piazza Grande di Dalla, la gente di Gubbio, a modo suo, ha bisogno di sognare e di pregare Dio. Al suono disteso del Campanone, si ruba l’amore della città e si vuole morire (come individui) in Piazza Grande. La casa di ogni eugubino è la mattina di Piazza Grande del 15 maggio.

Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gubbio, giorno, Ceri, ceraioli (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA