Donna muore in carcere. «È overdose»

Il carcere di Capanne a Perugia
Il carcere di Capanne a Perugia

Perugia, sarebbe la quarta vittima dell’eroina: l’avrebbe nascosta all’interno del corpo dopo un permesso

PERUGIA – La droga killer colpisce ancora. Nella tarda serata di venerdì si è registrata quella che a tutti gli effetti sembra essere la quarta vittima dell’eroina nell’ultimo mese: una donna quarantenne, detenuta nel carcere perugino di Capanne.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti della polizia penitenziaria, coordinati dal sostituto procuratore Gemma Miliani, la donna nella serata di venerdì era rientrata in carcere dopo aver goduto di un permesso riuscendo a occultare in corpo una dose di eroina (a meno di disposizioni particolari da parte dell’autorità giudiziaria non sono previste perquisizioni corporali per i detenuti che rientrano dopo un permesso) che poi avrebbe assunto, sniffandola, una volta riportata in cella.
Nonostante l’immediato intervento dei soccorsi, per lei non c’è stato nulla da fare. Secondo quanto si apprende, stava scontando un cumulo di pena per una serie di reati legati soprattutto ai furti. Pare fosse già conosciuta come tossicodipendente. Martedì è prevista l’autopsia, che sarà effettuata dal medico legale Sergio Scalise Pantuso che si è già occupato della prima ispezione cadaverica in carcere.
Una morte che sembra proprio riproporre in maniera forte la questione droga in città: dopo la morte dei due amici di Trevi, che avevano acquistato la droga a Perugia, i decessi in un mese sono saliti a quattro. Oltre venti poi, secondo i dati forniti recentemente dalla questura, i casi di overdose salvati in extremis da forze dell’ordine e personale del 118 nei primi tre mesi del 2018.
L’ipotesi più accreditata è che si tratti di una partita di eroina di un elevato grado di purezza che può rivelarsi letale per organismi debilitati dall’uso di droga.