Delinque per 40 anni guadagnando oltre 500mila euro: polizia e fiamme gialle gli sequestrano tutto

Sequestro di un bene immobile. Repertorio
Sequestro di un bene immobile. Repertorio

Il primo reato quando l’uomo era ancora minorenne. Poi furti, ricettazione, truffa e usura: 17 le condanne a suo carico

PERUGIA – Una sorta di Arsenio Lupin. Con meno poesia, più condanne alle spalle e adesso tanti soldi di meno. Adesso: perché 44 anni di carriera nel mondo del crimine, oltre alla bellezza di 17 condanne, gli avevano fruttato guadagni per oltre 500mila euro. Soldi che ora lo Stato reclama. E che infatti, in forma di beni mobili e immobili, intestati a suo nome e a quello di alcuni componenti del suo nucleo familiare, polizia e fiamme gialle hanno confiscato giovedì: due unità immobiliari, una a Perugia l’altra a Bastia Umbra, tre veicoli e un motociclo.

Nei confronti dell’uomo, sessantenne, sono stati inoltre disposti l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza per 5 anni, quello di presentazione all’autorità di pubblica sicurezza due volte al giorno e la permanenza in casa dalle 20 di sera alle 7 del mattino. Per gli inquirenti, l’uomo ha vissuto abitualmente, in tutto o in parte, con i proventi dei delitti di cui si è reso protagonista. Salvo rari casi, non avrebbe mai lavorato né percepito redditi leciti. Al contrario, sarebbero stati proprio i furti, la ricettazione, l’appropriazione indebita, le truffe, l’usura e le minacce a garantirgli sostentamento e ricchezza: un ingente patrimonio immobiliare che adesso viene “congelato”.

La prima condanna nel 1968. L’ultima nel 2005, quando è stato ritenuto colpevole di usura e minaccia continuate: sentenza confermata in appello e diventata definitiva nel 2009. Dopo due anni di affidamento in prova, riacquistata la libertà l’uomo non solo non avrebbe fatto ammenda, ma avrebbe persino incrementato i suoi affari, allacciando rapporti con la criminalità organizzata straniera locale dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti. A eseguire il provvedimento emesso dalla sezione Misure di prevenzione del tribunale di Perugia, su proposta avanzata dal questore sono stati la divisione anticrimine della questura di Perugia, agenti del commissariato di Assisi e personale del Gico, della Guardia di Finanza di Perugia. L’uomo risulta tutt’oggi indagato e imputato per altri reati ancora in corso di definizione.