Un premio in omaggio a Eliana Pirazzoli, una delle prime firme femminili nella storia del giornalismo umbro

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Un premio, un riconoscimento permanente, una dedica particolare per ricordare e tenere sempre viva la memoria della “principessa della lettera 32”, Eliana Pirazzoli, tifernate, una delle prime firme femminili nella storia del giornalismo umbro scomparsa nell’agosto del 2017 all’età di 95 anni.

Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dell’Umbria dal 21 marzo 1967, ha alternato la sua professione di insegnante a quella di corrispondente del quotidiano Il Messaggero e tanto altro: protagonista della Filodrammatica tifernate e fondatrice del Festival delle Nazioni, ma anche primo presidente donna del Rotary Club in Italia, fondatrice e presidente del Circolo Culturale “Luigi Angelini”, Cavaliere al merito della Repubblica Italiana, giovane crocerossina nel periodo del fascismo della seconda Guerra Mondiale. Il presidente dell’Ordine Regionale dei Giornalisti, Roberto Conticelli, venerdì pomeriggio nell’aula consiliare, gremita di persone intervenute a partecipare ad un ricordo spontaneo nato da una iniziativa congiunta fra Ordine stesso e Comune di Città di Castello, (promotore instancabile e coordinatore il giornalista Massimo Zangarelli), al termine di una serie di toccanti e sentite testimonianze, ha lanciato la proposta di istituire un premio e di mettere in atto adeguate proposte per ricordare nel migliore dei modi la figura di Eliana Pirazzoli.

«Non è un caso – ha detto Conticelli – che una giornata odierna di memoria come questa odierna dedicata ad Eliana si tenga a Città di Castello. Qui a Città di Castello la collettività resta coesa intorno alle proprie figure di maggior valore, le esalta, le valorizza da vive e le ricorda nel modo giusto, in questo modo, pure quando queste persone svaniscono dalla nostra vista ma non dai nostri cuori. Giornalista a tutto tondo – ha concluso il presidente dell’Ordine – per lei contava solo la notizia che sapeva cogliere ovunque anche grazie ad una facilità di rapporti e ad una signorilità nei modi e nei comportamenti, che nei lunghi anni della sua professione le hanno consentito di tessere contatti in ogni dove». «Eliana Pirazzoli è stata per la nostra città e non solo – ha precisato il sindaco Luciano Bacchetta – una delle penne più ispirate e attente del giornalismo, una fine interprete della realtà e dei fenomeni sociali che ha portato il nome di Città di Castello alla ribalta attraverso un lavoro sulla carta stampata e un impegno in prestigiosi ambienti ed eventi culturali della regione che hanno avuto riconoscimentI locali e nazionali, in particolare con il conferimento dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana che per tutti noi resta il simbolo del valore della donna, ancor prima che della professionista. Eliana voleva bene alla sua città, alla sua gente e in ogni luogo dove era protagonista rivendicava la sua appartenenza con orgoglio».
«In ricordo di Eliana”, la carrellata di testimonianze di amici, conoscenti, personaggi pubblici, cittadini, è proseguita attraverso il microfono di Massimo Zangarelli («Eliana ha contribuito in maniera determinante a “sprovincializzare” la città e la regione») con gli interventi particolarmente significativi sulla sua carriera giornalistica al Messaggero attraverso due colleghi che l’hanno conosciuta in periodi diversi, Pino Coscetta capo-redattore ai tempi “Menottiani” del Festival dei Due Mondi (che Eliana ha seguito da inviata con reportage memorabili) e Italo Carmignani, responsabile dell’edizione umbra del Messaggero, che ha ricordato, «il garbo e al tempo stesso la naturalezza con cui Eliana Pirazzoli ha scritto pezzi, pagine di cultura e di spettacoli, proiettando questi argomenti ben al di sopra dei fatti di cronaca, politica e attualità a portata di lettore».

Eliana Pirazzoli
Eliana Pirazzoli

Di quei “pezzi” indimenticabili scritti da inviata del suo giornale al Festival di Spoleto, «del quale ha saputo raccontare per decenni con grazia e competenza scena, retroscena, costume» ha parlato anche Walter Verini, giornalista professionista, deputato e orgoglioso “Sangiacomino” (lo storico quartiere San Giacomo) della cronista tifernate. «Eliana se ne è andata in punta di piedi, dopo qualche anno di congedo dalla vita pubblica – ha concluso Verini – è giusto ricordarla come una protagonista vera della vita locale e regionale. E sarà giusto e facile non dimenticarla». Gianni Novello per il Festival delle Nazioni, Paolo Chiavacci, in ricordo delle storiche arti grafiche, Floriana Renghi per la Croce Rossa Italiana, Don Andrea Czortek per la Diocesi tifernate, Silvia Mercati per il Rotary, Dino Marinelli, amico fraterno e cantore della storia cittadina, Valeria Ciangottini, Paolo Duccio Ducci, Luigi Chieli per il Circolo Culturale “Luigi Angelini”, Mario Tosti e Mario Lepri, che l’ha immortalata nel suo bellissimo libro, “Il Volto della città”, si sono alternati ancora attraverso aneddoti e ricordi toccanti. Al termine, il nipote Giacomo Pirazzoli a nome della famiglia (la mamma Anna e il fratello Michele) ha ringraziato gli organizzatori di questa spontanea iniziativa, in particolare Ordine regionale dei giornalisti e Comune di Città di Castello, per aver fatto rivivere la figura di Eliana nel luogo simbolo della sua comunità, nella casa di tutti i cittadini a pochi passi dal suo rione dalla sua famiglia e dalla sua comunità che amava e raccontava con orgoglio attraverso il suo giornale.