Caf e contribuenti: le ragioni di un rapporto che continua nel tempo. In Umbria sono 25 gli sportelli Uil

A 4 anni dall’introduzione della precompilata, i Centri di assistenza fiscale sono ancora il metodo preferito dagli italiani per l’invio del 730

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    UMBRIA – Un quarto di secolo. Tanto è passato da quando i Centri di assistenza fiscale (Caf) sono nati e hanno iniziato a diffondersi in Italia. Un traguardo di tutto rispetto per questo strumento che, a partire dai primi anni Novanta del secolo scorso, è riuscito a conquistare la fiducia e il favore degli italiani. Parlano i dati: a fronte di oltre 20 milioni di dichiarazioni annue e a quattro anni dall’introduzione della “precompilata”, quasi il 90 per cento dei contribuenti sceglie ancora di inviare il 730 tramite Caf. Un rapporto, quello tra cittadini e Centri di assistenza fiscale, affatto scalfito, se non in misura estremamente contenuta, dall’introduzione della telematica.

    CafUil18.gifSi diceva: la diffusione. Enorme. Capillare. Il Caf della Uil ad esempio ha oltre mille sportelli e recapiti sparsi in tutto il Paese, 25 dei quali soltanto in Umbria. «Un sistema fortemente radicato – dicono da Uil Umbria -, che in quanto a diffusione ci piace equiparare a quello delle stazioni dei carabinieri, e che ha rappresentato una delle novità di maggior rilievo nella direzione di semplificare il rapporto, in Italia sempre complesso, fra fisco e cittadini».

    Caf: quali vantaggi

    Sono molte e diverse le ragioni che possono spiegare il successo dei Caf. Tra queste:

  • La fidelizzazione dell’utenza, rappresentata solo in parte da lavoratori iscritti alle Organizzazioni sindacali che vedono nel Centro di assistenza non un ufficio dove svolgere burocraticamente un fastidioso adempimento amministrativo, ma un luogo in cui è possibile trovare assistenza e capacità di ascolto.
  • Il timore di commettere errori, con la certezza di vederli puniti con grande severità, anche quando commessi in buona fede, soprattutto in quelle fasce di popolazione che ancora oggi hanno scarsa dimestichezza con gli strumenti telematici.
  • I dati caricati nelle dichiarazioni precompilate, che spesso sono incomplete, e che ancora scontano le problematiche create da una legislazione fiscale ipertrofica in cui le normative subiscono trasformazioni continue, divenendo gestibili solo da addetti ai lavori adeguatamente formati e aggiornati.
  • Le tariffe, che giocano un ruolo fondamentale dal momento che nei Centri di assistenza fiscale vengono applicate tariffe calmierate, «che ci sforziamo di contenere al livello più basso possibile, eventualmente anche differenziandole per fasce di reddito, consci del nostro ruolo sociale», spiega ancora Uil Umbria.

  • Caf: quale futuro

    «Tuttavia, si stanno addensando nubi piuttosto oscure anche sul futuro dei Centri di assistenza fiscale», prosegue il sindacato. Che nel mirino mette «scelte politiche che hanno portato, per esigenze di bilancio ma anche a causa di erronee previsioni di adesione alle dichiarazioni precompilate, a tagliare in misura considerevole le risorse destinate ai servizi erogati dal sindacato: Caf e Patronati in primis». «Un centinaio di milioni di euro non versati a regime – continua Uil -, il 70 per cento dei quali già trattenuti e che, salvo novità, vedranno il completamento dei tagli da realizzare entro il 2019». Una situazione complessa, che mette a rischio «la fornitura di servizi fiscali a tariffa agevolata o gratuita, come nel caso delle dichiarazioni Isee» che in futuro «senza un deciso cambio di rotta» potrebbero non essere più erogati.

    «La situazione ci sta inducendo a valutare tutte le opzioni che rientrano all’interno delle nostre autonomie decisionali», prosegue la sigla. «Monitorando i costi, migliorando l’efficenza della macchina operativa e diversificando i servizi offerti». È in questa logica che oltre ai modelli 730 e Isee si sono affacciate, negli ultimi anni, tante attività collaterali nei Caf Uil: Imu/Tasi, modelli RED/Inps, modelli Icric-Iclav-Acc.ASPS, registrazione dei contratti di locazione, comunicazioni redditi per canoni sociali Ater, Bonus energia e gas, Successioni e Pratiche di assunzione e buste paga per Colf e Badanti.

    «Un percorso che siamo fortemente motivati a intraprendere e che stiamo già attuando, anche al fine di pervenire alla definizione di nuovi e più elevati baricentri reddituali – conclude il sindacato -. La partita più importante da giocare è comunque sui tavoli della politica ed è con questa convinzione che chiederemo al prossimo governo, quando si insedierà, adeguate misure ed interventi concreti per la salvaguardia del sistema nel suo complesso».