Al Nuovo Cinema Elezioni danno “Il sorpasso” e “Tutti a Casa”

De Augustinis e Miccioni
De Augustinis e Miccioni

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Le comunali del 10 giugno. Con De Augustinis e Latini il centrodestra punta a confermare il risultato delle politiche, ma i grillini non mollano. Invece, dopo le liti per candidati sindaco e liste, nel Pd è pronta la resa dei conti

di Marco Brunacci

PERUGIA – Al Nuovo Cinema Elezioni (un’altra tornata in Umbria, con Comuni importanti in ballo, quello di Terni e quello di Spoleto, ma anche la Stalingrado Umbertide e perfino la Corciano capitale del Cucinellishire) danno davvero “Il sorpasso” e “Tutti a casa”? Probabile, molto probabile. “Il sorpasso” lo vuol certificare il centrodestra qui in Umbria a trazione più leghista che mai, ma – attenzione – è anche il sogno dei grillini pronti a far valere sul ring elettorale candidati che sono sicuramente fuori dagli schemi e potrebbero ammaliare gli elettori delle città umbre, che, dicono i sondaggi di questi giorni, pullulano di scontenti e contestatori dell’ancien regime più di un alveare quando arriva l’ape regina. Le elezioni comunali umbre del 10 giugno saranno la festa degli oppositori?

Si vedrà, l’elettorato in questa fase è mobile più della celebre piuma al vento. Dipenderà magari anche dal governo nazionale che si fa, non si fa o forse sì, e da una serie di fattori non tutti razionalmente calcolabile, ma certo la speranza del centrodestra, al pari di quella dei cinquestelle, per sorpassi e controsorpassi, è al momento ben radicata.
Magari tra un mese gli elettori si sono dimenticati di Renzi e degli allegri comari delle nomenclature del Pd a vario livello e lo scenario cambia ancora. Ma al momento questa è solo un’illusione e neanche pia e il centrosinistra e il Pd una volta egemone già si immaginano in platea mentre scorrono le immagini di “Tutti a casa”. Tutti, proprio tutti, perché se i risultati saranno anche solo simili a quelli delle politiche, non ha proprio più senso tenere in piedi comitati comunali Pd rissosi come condomini, afflitti dalla sindrome di Brenno (quello di “Guai ai vinti”), strutture provinciali affidabili come possono esserlo le sabbie mobili, mentre la segreteria regionale si è portata avanti con i compiti e i componenti sono quasi tutti già a casa, i pochi altri seguiranno.
Allora, ecco il quadro per i candidati sindaci e le liste in vista del 10 giugno. Prima il centrosinistra. Terni è un avamposto marziano, come spesso si è sostenuto su City journal. I dibattiti extraterrestri. Il massimo organo del Pd ha ritenuto, dopo scontri, litigi, finte paci, allineamenti e disallineamenti, di mettere una pezza alla situazione, una pezza che è di gran lunga peggiore del buco. Un candidato (Angeletti) scelto da pochi, però secondo lo statuto, ed esposto a potenziale figuraccia, ma dopo aver stilato un comunicato ufficiale che resterà negli annali perché così improvvido da fare tenerezza. La sostanza del comunicato? La minoranza interna non deve provarci a votarci contro se no vede lei. Vi immaginate tutti terrorizzati?

A Spoleto hanno fatto peggio: Pd a pezzi, minoranza maltrattata, unità del partito sfregiata per mettere una candidata non del Pd (si chiama Laureti). Di più per avvantaggiare gli avversari difficilmente si poteva fare. In tutta l’Umbria, però, solo la sinistra-sinistra si è mossa con altrettanto impeto autolesionistico ed ha dimostrato che il “frazionismo” sia una malattia connaturata a quell’ala politica.
Il Pd conta di vincere gli altri confronti nelle città più piccole. Solo pochi mesi fa non ci sarebbe stata storia. Oggi si comincia a dire che a Umbertide l’intesa di vertice Guasticchi-Giulietti potrebbe non tenere a livello di base, visto che i due se le sono date di santa ragione per tutta un’esistenza politica e ora vederli insieme è per lo meno singolare. La loro candidata, la preside Paola Avorio, parte dal 70% dei predecessori sindaci del Pd, ma, secondo previsioni, rischia di andare al ballottaggio. E al ballottaggio son guai perché il Pd riesce sempre a mettersi tutti gli altri contro. A Trevi partita più facile per il sindaco uscente Sperandio ma non così tanto. Corciano dovrebbe essere il Comune più sicuro, non solo per la sua storia, ma anche per il sindaco uscente (con la speranza di rientrare) Betti che ha messo insieme uno schieramento ampio. Ma Betti non sembra andare più così d’accordo con il re del Cucinellishire e questo può impensierirlo, ma più di tutto sono le insidie grilline a preoccuparlo.
Ora tocca al centrodestra, che parte galvanizzato dal risultato delle politiche. A Terni il leghista imposto da Salvini, Latini, alla fine ha messo d’accordo (manu militari) anche Forza Italia. C’è poco da fare: è il candidato da battere. Il litigioso centrodestra umbro ha dovuto fare i conti con i sempre più profondi interventi del livello romano dei partiti, quindi unità, anche se solo di facciata, ma unità è. Anche a Spoleto. Dove ai punti di forza di Terni se ne aggiunge un altro: il candidato scelto è personalità di grande prestigio, magistrato che non piace certo solo al centrodestra che lo ha scelto. Anzi, di fatto, è il vero candidato civico di questa tornata, con due liste che puntano su di lui, al di là dei partiti tradizionali: quella che ha lanciato all’inizio l’esperienza vincente dello scomparso sindaco Cardarelli (Rinnovamento) e una fatta interamente da professionisti, praticamente tutti alle prime esperienze politiche, e di grande appeal.
A Umbertide si punta su un leghista come Carizia. In un posto dove bisogna lanciare il cuore oltre l’ostacolo e sovvertire ogni pronostico forse meglio un incendiario che un pompiere, come invece voleva Forza Italia. A Trevi in campo c’è l’ex segretario generale del consiglio regionale, Todini, certo non estremista, capace di creare problemi di scelta all’elettore medio del centrosinistra in crisi di coscienza.
A Corciano, saltata la candidatura della moglie di Sintini col centrodestra, sono i cinquestelle a impensierire Betti. Come pure il giovane grillino De Luca non ha affatto messo nel cassetto l’idea di stravolgere le previsioni a Terni. Su Spoleto i 5Ms viaggeranno sotto traccia rispetto a De Augustinis, ma contano di sottrarre il voto di protesta alla Lega.
Le sfide, come si vede, stavolta, si annunciano interessanti, qualcuna perfino palpitante. E si vedrà se l’Umbria ha davvero deciso di voltare pagina.