POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il leader della Lega travolge alleati e competitor con Latini candidato sindaco a Terni (e si ferma a un passo dall’annunciare la Tesei per la Regione). «Basta malgoverno della sinistra tra arresti, indagini, buchi di bilancio»

di Marco Brunacci

PERUGIA – L’onda verde adesso è proprio arrivata. Si Salvini chi può. Quell’onda l’abbiamo descritta con i numeri eccezionali del 4 di marzo, ma il leader della Lega, Matteo Salvini, ha scelto Terni per sommergere l’Umbria.
Alleati e competitor. Da subito tutta la regione entra a far parte del lombardo-veneto, come hanno chiesto gli elettori col voto. Salvini si è scelto il candidato sindaco di Terni e lo ha fatto digerire al resto del centrodestra che studiava, discettava, provava ad allargare e a stringere, tentava con la società civile, proponeva e discuteva. Un’onda se l’è inghiottiti. Il candidato sindaco sarà l’avvocato Latini, un candidato “normale” per far tornare “normale” Terni. Impresa, per altro, eccezionale.

Subito dopo tocca ai competitor, agli avversari tutti. Non una menzione ai cinquestelle nel vigoroso intervento ternano del leader della Lega ex nord, ma tante legnate sul groppone del Pd, dei renziani, della sinistra di governo umbra che già male stava, soffriva di artrite da vecchiaia, e adesso peggio.
Sentite un po’: «Vogliamo liberare Terni dal malgoverno della sinistra, che ha fatto di Terni una città precaria, insicura». «Dopo gli arresti, le indagini, il malgoverno, i buchi di bilancio, vogliamo che la gente possa tornare alla normalità, che possa trovare lavoro, che possa uscire di casa tranquilla la sera».
«Vogliamo dare una speranza dopo che i compagni hanno fatto il buco». «Pensiamo di arrivare ad abbassare le tasse a una città che, non per colpa dei cittadini, è la più tassata d’Italia». E giù addosso «alla sinistra, al Pd, ai renziani», indicati come l’avversario da battere, il male della società, «sia a Terni che a livello nazionale».

Finale che è però un nuovo inizio: «Vogliamo liberare – dice cambiando scenario, qualche passo più avanti, Salvini – Terni e la Regione Umbria dal malgoverno della sinistra», «vogliamo dare un sindaco normale a Terni e un governatore o una governatrice in gamba all’Umbria dopo anni di malgoverno». Le ripetizioni sono qui volute e servono a dare il senso dell’attacco ad alzo zero, di quanto l’onda sia alta e via travolge tutti. Tsunami Salvini non tratta su niente, non modera i toni, elimina le mezze misure e pure le mezze stagioni. Per l’Umbria è in arrivo l’estate leghista, saltando pure la primavera.
E Salvini annuncia, prima di diventare il Velino che si butta fragoroso sul dirupo della cascata delle Marmore, che «per la Regione Umbria ci stiamo riflettendo». Non è affatto un caso l’insistenza sulla possibilità di avere una nuova governatrice. Anzi è già quasi un altro annuncio: non lo dice esplicitamente ma che pensi alla Donatella Tesei, fresca senatrice da 85mila voti personali, è evidente. Fin da ora l’ha messa in pista e prenota il decollo. L’onda verde è pronta ad abbattersi su valli e colline umbre, dalle pendici di Sansepolcro fino in prossimità di Orte. Si ri-Salvini chi può.

WhatsApp Image 2018-04-11 at 13.58.36E – i ben informati – dicono che sta già dandosi una struttura tutta regionale il partito finora guidato con saggezza nordica dal senatore Candiani. Si annunciano novità importanti a breve, visto che la Lega sa di dover andar veloce se vuole sfruttare al massimo lo slancio del risultato eccezionale del 4 marzo (centomila voti in più nella piccola Umbria, roba da studiare nelle università, anche come psicanalisi dei votanti).
Naturalmente quando la conduzione sarà tutte regionale gli attriti, i malumori all’interno e con gli alleati giocoforza si moltiplicheranno, gli slanci dovranno essere temperati ma è la “normalità” della politica.
Briziarelli con la sua ex leader Modena, Tesei con la sua ex coordinatrice Polidori, tanto per dare un’idea.
Mica male per il confronto nel prossimo futuro. Aspettare e vedere.
Per terminare due frasi del candidato sindaco Latini (ci sarà un motivo che lo ha voluto presentare Salvini da solo senza aspettare nessun altro dalla coalizione e lasciando il povero Candiani a salvare le apparenze) che si mostra riconoscente e per nulla intimorito del compito che gli spetta. Dice: «Con l’aiuto di tutti e confidando nella Provvidenza possiamo farcela a vincere a Terni, in una città che è come se fosse stata
bombardata come per la seconda volta nella sua storia. Dopo il governo della sinistra bisogna ricostruire come allora. Ma ci riusciremo e la faremo migliore di prima». E l’affondo che serve agli avversari per riflettere: «Vogliamo allargare, ascoltare tutti, perché vogliamo dire basta alla città delle conventicole, dei centri di poteri piccoli e grandi, che decidevano il destino di tutti. E così malamente».

Salvini a Terni presenta Latini (1)