Umbria | La lotta al randagismo costa 3,7 milioni l’anno. Parte d’urgenza il piano

di MARCO BRUNACCI | Le priorità dell’assessore Barberini: chippatura dei cani, aiuto alle adozioni, ma anche controlli stringenti su tutte le spese

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ci sono delle cose curiose nei bilanci degli enti pubblici. Eccone una: la Regione Umbria spende per il suo sistema di canili, quindi per far fronte al fenomeno del randagismo, 3 milioni e 700 mila euro l’anno. Non è affatto poco e viene subito in mente che bisogna ricorrere a dei controlli più attenti, perché di sicuro il randagismo va tenuto nella massima considerazione, perché è anche questione di sicurezza pubblica, ma bisogna anche capire per bene come vengono spesi i soldi pubblici.

Qui la riflessione dell’assessore regionale alla sanità Barberini, al quale compete la supervisione sul settore, viene buona: è necessario un intervento organico, che si muova su alcuni punti precisi. Allora, intanto, per cominciare: una campagna per la chippatura dei cani (munire tutti gli animali dei microchip previsti per legge) che abbia il massimo risalto. Da qui si parte, per aggiungere un’azione mirata a promuovere le adozioni di cani. Ma il terzo punto è ugualmente importante: aumentare i controlli, rendendoli più stringenti, per vedere se tutti i soldi che si spendono sono per il bene dei cani. E comunque verificando se è possibile risparmiare, spendendo con maggiore oculatezza.

Il bilancio della Regione potrebbe avere un piccolo vantaggio anche da questo tipo di interventi che magari vanno moltiplicati in tutti i settori dove si spende per il bene della collettività, per opere considerate da tutti meritevoli, ma, certe volte, non pensando a come sia possibile risparmiare, dando lo stesso servizio a un minor costo.