Le previsioni di Federalberghi Confcommercio confermano il momento positivo del settore: «Ma c’è ancora da fare”

UMBRIA – Per il movimento turistico in Umbria si conferma il trend positivo: dopo il buon andamento della Pasqua, una indagine condotta da Federalberghi Umbria Confcommercio tra un campione di strutture ricettive associate vede “bello” anche per il ponte del Primo maggio.

Se infatti il 25 aprile, cadendo a metà settimana, ha avuto performance buone ma non è stato particolarmente incisivo nel determinare lunghi spostamenti, e dunque soggiorni prolungati nella nostra regione, più positive sono le previsioni per il 1° maggio. Il 63% delle imprese ha dichiarato, al momento della rilevazione, di aver superato la soglia del 75% di occupazione delle camere, e un altro 18% di aver superato il 50%. Il 17% è appena sotto la soglia del 50% di occupazione, e solo un 12% si attesta attorno al 30%.

Un quadro incoraggiante suscettibile di migliorare anche sensibilmente grazie alle prenotazioni last minute che – data la tipologia di turismo nella nostra regione – hanno sempre una forte incidenza sul dato finale. Come per la Pasqua, la maggior parte degli operatori ha scelto di puntare su una politica di contenimento dei prezzi: il 65% ha adottato gli stessi del 2017. Tuttavia, rispetto a Pasqua, cresce e raggiunge il 25% la percentuale di coloro che hanno adeguati i prezzi ai costi e ai trend di mercato, e quindi li hanno ritoccati leggermente al rialzo: un dato significativo, perché testimonia un atteggiamento di maggiore fiducia degli operatori sulle ritrovate possibilità dell’Umbria di essere quotata sul mercato per il suo effettivo valore.

Famiglie e coppie rappresentano la fetta maggiore del movimento turistico – 67,5% turismo individuale, 32,5% gruppi – ma in maniera meno “schiacciante” rispetto al periodo Pasquale, con il turismo “formato famiglia” che ha rappresentato il 93%.
L’82,5% delle prenotazioni sono di italiani, il resto di turisti provenienti da paesi europei.
Le prenotazioni provengono prevalentemente da due canali: il 40% dai portali di vendita on line del turismo – i vari Expedia, Booking, Venere etc. – il 32,5% da prenotazioni dirette, cioè pervenute tramite i siti delle strutture, via mail o telefono: strumenti che confermano la loro importanza. Significativo per il ponte del 1° maggio anche il flusso derivante da Agenzie di Viaggio e Tour Operator (22,5%), a riprova del ruolo molto importante che questo canale può svolgere nel fare incoming.

«Questi dati – commenta Federalberghi Umbria – ci incoraggiano nel ritenere che siamo nella direzione giusta verso una solida ripresa del turismo umbro, per cui il 2018 deve essere un anno di svolta. Ma per raggiungere questo obiettivo c’è ancora molto lavoro da fare, da parte di tutti gli attori in campo, perché la vera sfida è recuperare rispetto ai risultati ottenuti fino ad agosto 2016, che erano stati particolarmente brillanti, e che devono essere il vero termine di confronto per poterci dire davvero soddisfatti».