L’Enel pronta a bonificare l’area intorno all’ex centrale di Pietrafitta e l’avvocato Valter Biscotti chiede il perché dell’«improvviso interessamento»

[Incidenza dei tumori e ceneri interrate nella Valnestore, le 250 famiglie che chiedono verità e chiarezza sulla salubrità della zona si sono affidate all’avvocato Valter Biscotti. Che dopo la notizia della volontà dell’Enel di bonificare l’area della ex centrale di Pietrafitta (compresi i terreni privati) nel comune di Piegaro, chiede il perché di questo «improvviso interessamento».]

(riceviamo e pubblichiamo)
di Valter Biscotti

Questo improvviso interessamento alla bonifica da parte dell’ENEL a che cosa è dovuto?Noi non lo sappiamo ma ai sensi di legge queste sono le procedure previste:
due ipotesi in campo

la prima quella del art. 242 del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152
 Norme in materia ambientale

242. Procedure operative ed amministrative
1. Al verificarsi di un evento che sia potenzialmente in grado di contaminare il sito, il responsabile dell’inquinamento mette in opera entro ventiquattro ore le misure necessarie di prevenzione e ne dà immediata comunicazione ai sensi e con le modalità di cui all’articolo 304, comma 2. La medesima procedura si applica all’atto di individuazione di contaminazioni storiche che possano ancora comportare rischi di aggravamento della situazione di contaminazione.

L’altra ai sensi del 245

245. Obblighi di intervento e di notifica da parte dei soggetti non responsabili della potenziale contaminazione
1. Le procedure per gli interventi di messa in sicurezza, di bonifica e di ripristino ambientale disciplinate dal presente titolo possono essere comunque attivate su iniziativa degli interessati non responsabili.
2 . Fatti salvi gli obblighi del responsabile della potenziale contaminazione di cui all’articolo 242, il proprietario o il gestore dell’area che rilevi il superamento o il pericolo concreto e attuale del superamento della concentrazione soglia di contaminazione (CSC) deve darne comunicazione alla regione, alla provincia ed al comune territorialmente competenti e attuare le misure di prevenzione secondo la procedura di cui all’articolo 242. La provincia, una volta ricevute le comunicazioni di cui sopra, si attiva, sentito il comune, per l’identificazione del soggetto responsabile al fine di dar corso agli interventi di bonifica. È comunque riconosciuta al proprietario o ad altro soggetto interessato la facoltà di intervenire in qualunque momento volontariamente per la realizzazione degli interventi dì bonifica necessari nell’ambito del sito in proprietà o disponibilità.

La differenza tra le due ipotesi è netta nella prima riferita all’art. 245 le attività di bonifica sono effettuate dal soggetto interessato ma non responsabile

Nell’art. 242 si prevede che le attività di bonifica sono poste in essere dal soggetto responsabile, anche di “contaminazioni storiche”

C’è per caso in atto un tentativo di auto assoluzione da parte dell’ENEL invocando e applicando per l’attività di bonifica richiesta l’art. 245?

Perché l’ENEL diventa così improvvisamente benefattore verso la Valnestore?

Non sarà che l’eventuale ed improvvisa generosità e disponibilità dell’ENEl, sia legata alla sua partecipazione alla realizzazione di un nuovo impianto industriale da 90 milioni di euro, con una nuova ciminiera da far “digerire meglio” agli abitanti della Valnestore?

L’attività di bonifica è certamente importante e doverosa ma era un preciso impegno già persistente sin dalla chiusura della vecchia centrale, un impegno mai rispettato, tanto che ad esempio, ancora oggi nella zona dove insistono le draghe ci sono perdite persistenti di PCB sui terreni circostanti, materiali particolarmente pericolosi, dannosi per la salute e che hanno inquinato per trent’anni i terreni circostanti (ripetiamo questo è solo uno degli esempi di inquinamento).

L'avvocato Valter Biscotti
L’avvocato Valter Biscotti

In ogni caso non possiamo dimenticare come le ceneri volanti che per decenni gli abitanti di Piegaro e Panicale e zone limitrofe hanno respirato, possono aver provocato morti e malattie.

L’attività difensiva senza tanti “riferimenti scientifici” di cui la letteratura è piena, ha raccolto almeno duecentocinquanta casi di morti e malati (stiamo parlando di coloro che hanno deciso di sottoscrivere il nostro esposto, anche se ancora moltissimi non hanno il coraggio di esporsi).
In ragione di ciò la difesa di queste famiglie è fermamente convinta dell’assoluta necessità di approfonditi accertamenti da parte della Procura della Repubblica per accertare direttamente (e non sulla base di dati statistici a nostro giudizio poco attendibili) le cause delle malattie e delle persone decedute e se questi eventi in qualche modo possono essere stati prodotti dall’attività della vecchia Centrale.

Serva da esempio il caso simile che di recente ha occupato le cronache nazionali del rinvio a giudizio dei dirigenti della centrale ENEL di Vado Ligure che può aver causato, come si legge nella relazione epidiemologica almeno 487 morti, (e ricordiamo come la memoria collettiva e non solo sa benissimo che molte di quelle ceneri di Vado Ligure sono state trasportate e sepolte in Valnestore).

Questo in quanto ormai tutta la letteratura scientifica mondiale non nutre più dubbi sulla relazione tra le attività delle centrali a carbone e l’incidenza di malattie e di morte sia dei lavoratori delle stesse e degli abitanti delle zone limitrofe.

Pertanto se esiste un tentativo di “rabbonificare” i cittadini della Valnestore ciò dovrà passare attraverso la chiarezza sulla responsabilità dei cittadini ammalati e morti di tumore negli ultimi anni ( senza trascurare gli oltre 106 lavoratori ENEL deceduti all’interno dell’azienda per cause ancora da chiarire)