POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La disfida umbra, voluta dal sindaco Ruggiano, si sgonfia subito. La giunta comunale di Amelia si trasforma in giuria di X Factor e boccia l’esecuzione di “Bella ciao” da parte della banda cittadina

di Marco Brunacci

PERUGIA – Cosa è rimasto della fiera disfida umbra del 25 aprile, con Todi capitale, tra iniziative un po’ infelici e un po’ furbette (quelle del sindaco Ruggiano) e sdegni più o meno di circostanza? Niente di serio – come c’era da attendersi – se non una coerente e lineare posizione espressa dall’Anpi (attraverso la sua responsabile di zona, Camilla Todini) su una questione, quella della liberazione dalla crudele dittatura nazista e fascista, che può dare adito a dibattiti storici e a considerazioni di tipo anche diverso, ferma restando la condanna di ogni regime oppressivo, ma che non è ammissibile ridurre a una battaglia condotta, sul palcoscenico dei media, a colpi di opposte dichiarazioni pubbliche.

La cronaca del 25 aprile umbro ridotta all’osso parla di una giunta comunale di Amelia che, come fosse una Giuria di X Factor, boccia l’esecuzione da parte della banda cittadina di “Bella ciao”, mentre a Todi, tra due ali di folla di polizia e carabinieri, si sono svolte due differenti manifestazioni non così tanto partecipate, nonostante il grido alzato sul web: “Tutti a Todi” da parte dell’una e dell’altra fazione. Una manifestazione si è tenuta con il sindaco Antonino Ruggiano che ha depositato una corona per i caduti sotto la targa che li ricorda, avendo alle sue spalle la presidente della Regione Catiuscia Marini e i deputati Walter Verini (Pd) e Raffaele Nevi (Fi) più diversi consiglieri regionali. Ma poi Marini e Verini hanno preso parte anche all’altra manifestazione, quella dell’Anpi che ha sfilato per la ‘Camminata della Liberazione’ e alle 12 ha depositato un mazzo di fiori sotto la targa dei caduti, accanto alla corona del sindaco. La Marini ha detto che è stato un «errore grave» l’aver separato le due celebrazioni.

La Marini ha anche postato, insieme a una frase di Calamandrei sull’intangibilità della Costituzione italiana (la presidente sicuramente si ricorderà di aver votato e fatto campagna elettorale per il sì al referendum voluto da Renzi per le variazioni alla Costituzione medesima), una esecuzione aggiornata di “Bella ciao” dei Modena City Ramblers. Poi è arrivata la sera su un altro 25 aprile di sterili contrapposizioni, con zero riflessioni, ad uso dibattito di modesto talk show, magari ancora a caccia di un pugno di voti nostalgici.