Terremoto, ProCiv Umbria: «È lo sciame attivato ad agosto 2016»

La Protezione civile conferma: «Nessun danno. Ora controlli per escludere eventuali aggravamenti di situazioni locali preesistenti»

PERUGIA – «La scossa di terremoto di magnitudo 4.7 registrata questa mattina alle ore 5:11 nelle Marche (tra i Comuni di Muccia, Pieve Torina e Pievebovigliana), è stata avvertita non solo dalla popolazione della provincia di Macerata ma anche in gran parte dell’Umbria». Lo riferisce la Protezione civile della Regione Umbria in una nota.

Diversa invece la situazione delle zone a più prossime all’epicentro, dove un campanile del 1600 è venuto giù e dove lesioni (sembrerebbe lievi) e crolli (fortunatamente senza vittime) sono stati segnalati in alcune abitazioni già provate dalle forti scosse del 2016 e del 2017. Danni anche nelle Sae, le soluzioni abitative di emergenza in cui vivono 550 dei 920 abitanti di Muccia. Danni anche in un condominio a Pieve Torina, che ha subito lesioni evidenti e in cui pare fossero tornate ad abitare recentemente alcune famiglie.

Per quanto riguarda invece l’Umbria, «la scossa – prosegue la nota -, come già comunicato anche dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, è da ricondursi all’eccezionale sciame sismico attivatosi ad agosto 2016 nel Centro Italia».
Come da prassi, è stata prontamente attivata dalle strutture operative della Protezione civile regionale la ricognizione sul possibile coinvolgimento di persone e sullo scenario di danneggiamento da parte dei vigili del fuoco, degli enti locali, della Regione, del Dipartimento nazionale della Protezione civile, in costante contatto e coordinamento tra loro.
In Umbria, dalle verifiche effettuate nel corso della mattinata dalla sala operativa del Centro regionale di Protezione civile di Foligno, non risultano danni a persone o cose, neppure nei comuni umbri più prossimi all’epicentro. «Il sistema nazionale e regionale della Protezione civile, assieme ai Comuni e soggetti interessati, garantiscono la prosecuzione delle attività di controllo e monitoraggio, anche al fine di escludere – conclude la nota – eventuali aggravamenti di situazioni locali preesistenti».