Prendono 20mila euro per le case dopo il sisma: la finanza ha beccato altri falsi residenti a Norcia, Castelluccio e Sellano

PERUGIA – Hanno chiesto e ottenuto contributi per la casa dopo il terremoto, ma era una truffa. Scoperta dal Comando provinciale della guardia di finanza di Perugia, diretto dal colonnello Dario Solombrino, nell’ambito dell’attività a tutela del corretto utilizzo del denaro pubblico erogato per fronteggiare l’emergenza sisma che ha colpito il centro Italia.

Dopo i tre denunciati all’autorità giudiziaria nel luglio 2017, le fiamme gialle, infatti, hanno individuato altri sei soggetti, che approfittando dello stato di emergenza dichiarato a seguito della prima scossa del sisma del 24 agosto 2016, hanno falsamente attestato di risiedere abitualmente, stabilmente e in maniera continuativa in alcuni dei paesi nell’area del cratere, quali Norcia, Castelluccio e Sellano, per poter accedere al cosiddetto Cas, ovvero il contributo mensile spettante a coloro che abbiano provveduto autonomamente a trovare un alloggio alternativo all’abitazione resa inagibile dal terremoto.
«Si tratta di persone – spiegano dalla guardia di finanza – che, pur mantenendo formalmente la residenza nelle suddette località umbre, vi trascorrevano, in realtà, solo qualche giorno di villeggiatura nei mesi più caldi e/o in occasione delle festività, quando andavano a trovare i parenti effettivamente residenti nelle zone colpite dal sisma».
Sono tutti finiti del mirino dei finanzieri della Compagnia di Spoleto, al comando del capitano Simone Vastano, che, coordinati dalla locale procura, attraverso le testimonianze dei vicini di casa e mirati riscontri (come i consumi delle utenze) hanno potuto accertare come essi non fossero effettivamente residenti in maniera continuativa nelle zone colpite dal sisma ma, di fatto, dimorassero stabilmente in altre città, in primis Roma.
I reati ipotizzati sono falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Come già effettuato in precedenza, anche in questo caso è stato chiesto all’autorità giudiziaria il sequestro preventivo per equivalente del profitto del reato, complessivamente pari a circa 20mila euro di contributi per l’autonoma sistemazione indebitamente percepiti dai sei soggetti denunciati.
Che saranno segnalati alla Corte dei Conti di Perugia per il danno erariale cagionato al Comune per le somme fraudolentemente percepite.