VIDEO | Perugia, Cristina Rosetti (M5S): «La scusa della tutela della riservatezza è frutto della loro fantasia. Ora riprese delle sedute per la trasparenza»

(riceviamo e pubblichiamo)
di Cristina Rosetti
Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S

PERUGIA – Il Garante Privacy smentisce la maggioranza Romizi, capeggiata dal Consigliere Angela Leonardi e dall’Assessore Calabrese: la pubblicità delle sedute di consigli e commissioni è disciplinata dal Testo unico degli enti locali e l’unico onere per l’Amministrazione è l’informativa ex art. 13 del Codice della Privacy, vale a dire che se c’è possibilità che soggetti terzi siano ripresi, questi ne devono essere informati.

Altra figuraccia collezionata da una destra reazionaria, per cui la trasparenza è puro optional, quando invece è obbligo di legge ed è finalizzata a fare sì che i cittadini esplichino quell’attività di controllo, sull’attività amministrativa e sull’uso delle risorse, che costituisce la base stessa della democrazia. Invece, per la maggioranza Romizi meno si sa e meglio è! Da quattro anni, il M5S, in totale solitudine, combatte per gli streaming e la diffusione, anche a mezzo dei canali social, più facilmente utilizzabili e prontamente accessibili, delle sedute, non solo del consiglio, ma anche delle commissioni ove si svolge l’istruttoria degli atti e ove vengono approfonditi, anche con l’intervento della Giunta e dei dirigenti, atti importanti per la vita della città. Fino ad ora, la maggioranza Romizi e il PD hanno giocato a nascondino e per bloccare i lavori della commissione sulle nostre proposte di trasparenza si sono inventati i presunti limiti derivanti da un concetto di riservatezza che è avulso da qualsiasi concetto normativo in materia. Guarda caso, ad oltre un mese dal blocco dei lavori della commissione, con la scusante della richiesta di un parere al Garante Privacy, il predetto parere non era stato richiesto.

Infatti, il 4 aprile 2018, la sottoscritta presentava accesso atti per avere la richiesta di parere e relativo riscontro e solamente il 6 aprile la dirigente inviava la richiesta di parere. Secondo l’Assessore Calabrese, il Garante Privacy non si era mai pronunciato in materia, invece, come da noi verificato e accertato, il Garante si è pronunciato plurime volte e sempre nel senso di individuare come unico limite l’informativa e la diffusione di dati sensibili di soggetti terzi; ipotesi questa del tutto residuale nei lavori del Consiglio comunale e delle commissioni. Il Garante Privacy smentisce, pertanto, l’Amministrazione e lo stesso Assessore Calabrese, affermando a chiare lettere quanto era già noto: «si rappresenta che questa Autorità ha avuto modo di pronunciarsi in più occasioni in ordine all’utilizzo di apparecchiature video fotografiche durante le sedute consiliari, evidenziando che il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali garantisce espressamente la pubblicità degli atti e delle sedute dell’organo consiliare comunale, demandando ad uno specifico regolamento comunale l’introduzione di eventuali limiti a detto regime di pubblicità. L’Amministrazione deve rendere l’informativa ex art. 13, rendendo edotti i partecipanti dell’esistenza delle telecamere, della successiva diffusione delle immagini e degli altri elementi previsti dalla normativa sulla protezione dei dati». Quindi, è solo frutto della fantasia della maggioranza Romizi che vi siano problemi di privacy di chicchessia ed emerge con chiarezza da tutta la vicenda che l’unico obiettivo perseguito dalla maggioranza Romizi è quello di limitare la conoscibilità dell’attività istituzionale e amministrativa svolta a Palazzo dei Priori, compresa l’attività dei dirigenti, plurime volte chiamati in audizione in commissione. Solo che ora la scusante della riservatezza non è più utilizzabile! E, cari giornalisti, attenzione, perché nella bozza di regolamento predisposto dalla Giunta e dagli Uffici, vi sono tentativi di subdoli anche nei vostri confronti, con impropri richiami al rispetto del codice deontologico. Peccato che il diritto di cronaca e di informazione siano disciplinati dalla Costituzione e che nessun regolamento comunale potrà porvi alcun limite, soprattutto in merito a sedute che di cui la legge garantisce la pubblicità. Il M5S riprenderà a breve la ripresa di tutte le sedute e gli interventi ritenuti rilevanti per i cittadini.