Sangue, mancano 3.700 donatori: l’Avis chiede aiuto. Per il bene di tutti

Assemblea regionale a Foligno: tra il ruolo del volontariato e «l’emorragia delle donazioni». Il progetto per i più giovani

FOLIGNO (Perugia) – Il ruolo del volontariato, la carenza di donazioni, i protocolli d’intesa e i fondi. Questi alcuni degli argomenti che, domenica 15 aprile dalle 9, saranno affrontati al Delfina Palace Hotel per la 47ª assemblea regionale di Avis Umbria, che accoglierà tutti i componenti del consiglio direttivo, delegati, presidenti, soci, simpatizzanti e autorità.

Il tema centrale dell’assemblea sarà “Avis: il Volontario per un servizio credibile ed affidabile”, con un focus su come , dopo ben 47 anni dalla sua costituzione, l’Avis si trovi ad affrontare «una vera e propria “emorragia” delle donazioni registrando, nel biennio 2016 – 2017, circa 3.700 donazioni in meno. Le esigenze dei servizi programmati prevedevano per questo periodo una raccolta di 45.000 unità», spiegano dall’associazione.
Durante l’assemblea sarà ribadito il concetto di unità attraverso lo storico slogan “per noi, donare sangue è un grande gioco di squadra” e il rispetto dello statuto, del codice etico, dei sani e sinceri rapporti interpersonali, del rispetto reciproco delle idee, e quindi di tutto ciò che garantisce una vita democratica dell’associazione: prima un dibattito sereno, poi il rispetto delle decisioni assunte e la pratica di una condivisione operativa.

Le tematiche affrontate nell’assemblea saranno diverse a cominciare da quanto fatto durante il 2017 e su quanto attuato dal piano regionale sangue che terminerà proprio quest’anno.
«Un altro focus – anticipano dall’Avis – verterà sul numero dei donatori tra cui ci sono anche i cosiddetti donatori “non idonei temporaneamente” che sono notevolmente aumentati nel 2017 (2.500 pari al +75% rispetto al 2016 ). Verrà analizzato anche il rapporto tra nuovi soci (3.032) e i “cancellati” (4.006) con l’indice di donazione dell’1,26 rimasto pari a quello del 2016, ma dal quale si evidenzia una rilevante “uscita” di donatori “periodici” e “frequenti” Avis e non Avis di età compresa tra i 26 e i 70 anni non compensata da una cospicua “entrata” di “nuovi” giovani donatori tra i 18 e 25 anni».

«Per quanto concerne infine la determinazione dei fondi messi a disposizione – spiegano dall’associazione dei donatori di sangue -, considerata la necessità di dover sostenere la provincia di Terni, per l’anno corrente è stato assegnato al competente provinciale il 33,33% e a quello di Perugia il 66,66% a fronte di una entità di fondi provenienti da donazioni rispettivamente del 18,54% e dell’81,46%; inoltre, l’Avis Regionale assegnerà ulteriori fondi per sostenere progetti delle Avis Comunali».

Per fornire ulteriori strumenti alle Avis impegnate sul territorio, inoltre, verrà operata una revisione di tutti i “protocolli di intesa”, vigenti o scaduti, perché siano rinnovati e tradotti dai firmatari in azioni concrete e sinergie capaci di affermare i principi in essi enunciati e diventino vera occasione di confronto e collaborazione.

«Prerogativa dell’Avis Regionale – concludono dall’associazione -, in questa assemblea sarà anticipare il cambiamento e non subirlo per affrontare le novità con competenza e slancio. Particolare attenzione sarà dedicata ai giovani, già soci della nostra associazione, perché diventino loro stessi comunicatori “alla pari” e tra i giovani si sviluppi l’impegno per l’esercizio di una “cittadinanza attiva” per rispondere con efficacia al diritto del cittadino ad una adeguata assistenza. Impegno dell’Avis Regionale e delle Avis Comunali, sarà quello di creare anche in Umbria un “gruppo giovani” ed una “Consulta giovani” per la costituzione di un forum avviando all’interno del contesto associativo un processo di ricambio generazionale».