POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Si rincorre un tam tam insistente su una proposta choc all’interno del gruppo Pd (addirittura attribuita a Leonelli). Se ne farà niente?

di Marco Brunacci

PERUGIA – Volete sentire l’ultima indiscrezione? Ecco, fresca fresca, a plastica dimostrazione di quanto non sia stato ancora digerito nella sinistra di governo umbra, Pd in testa, il risultato fiammeggiante come un giudizio universale del 4 marzo. Riunione del gruppo del Pd in Regione, nel pomeriggio afoso. Si discute del caso Ricci (il candidato del centrodestra anti-Marini alle ultime regionali che vuol fare il gruppo autonomo, contro le regole del consiglio, adesso che anche De Vincenti lo ha lasciato). Il Pd è chiamato a dare il suo parere sull’emendamento Solinas (LeU) favorevole al gruppo del neosingle di Assisi.
Si inizia in sordina la discussione, arriva qualche timido parere positivo, finchè Andrea Smacchi non si mette di traverso e chiarisce che sarebbe tradire le regole dell’Assemblea senza un motivo.
Ma – ecco la sorpresa riferita da fonti che di solito sono molto attendibili – l’ex segretario regionale del Pd, candidato non eletto al collegio di Perugia per la Camera dei deputati, Giacomo Leonelli avrebbe così argomentato (detto per sommi campi e nei concetti base): il sì a Ricci potrebbe avvicinare l’ex sindaco assisano al centrosinistra in un’ottica di futuro prossimo, quindi sarebbe utile non solo andare incontro alle sue esigenze ma anche proporlo come nuovo presidente dell’Assemblea legislativa, spostando l’attuale titolare della cattedra, Donatella Porzi, in giunta al posto dell’assessore socialista Chianella, visto dal Pd come il fumo negli occhi non tanto per i demeriti personali quanto per il fatto di essere socialista.
Se l’indiscrezioni è vera – ma le fonti sono assai attendibili e sarebbe sorprendente che si fossero sbagliate proprio in questa circostanza – anche il giudizio sull’operato di Chianella non sarebbe stato positivo.
Se questa posizione venisse ufficializzata succederebbe ovviamente un mezzo finimondo (da non perdere la reazione di Rometti). Altrimenti resterà uno sfogo di inizio primavera, quando mutano vestiti e sensazioni, che dice solo quanta tensione ancora ci sia in giro a un mese e mezzo dalla elezioni politiche.