La proposta di Sarah Bistocchi e Tommaso Bori. «Una sfida di civiltà»

di Sarah Bistocchi e Tommaso Bori*
(riceviamo e pubblichiamo)

PERUGIA – La raccolta e il recupero dei farmaci validi non scaduti è una delle grandi sfide di civiltà del nostro tempo, che intende rispondere alla crescente necessità di farmaci da parte delle fasce sociali più deboli che non hanno la possibilità di acquistarli.

Infatti, nelle nostre case quotidianamente restano inutilizzate o vengono sprecate e gettate tonnellate di farmaci ancora validi, una risorsa che può rappresentare invece un bene prezioso per coloro che non hanno possibilità economica per accedere alle cure. Si tratta inoltre di uno spreco enorme e una grave perdita economica per il nostro sistema sanitario, senza dimenticare le pesanti conseguenze negative prodotte sull’ambiente dallo smaltimento di tonnellate di medicinali.

Gli italiani spendono circa 29 miliardi di euro in medicinali, con uno spreco di almeno 8 miliardi, dei quali gran parte potrebbero essere recuperati. Le risorse risparmiate potrebbero inoltre andare a coprire le nuove e crescenti spese per i cosiddetti farmaci innovativi. I medicinali in corso di validità, integri e correttamente conservati, possono essere consegnati ad organizzazioni senza fini di lucro riconosciute con finalità umanitarie o di assistenza sanitaria (Legge Finanziaria del 2008).

In questa direzione va anche la Legge 166/2016, che stabilisce le disposizioni per ridurre gli sprechi per ciascuna delle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti farmaceutici ed idonei sistemi di raccolta per i medicinali inutilizzati o scaduti. È lo stesso Ministero della Salute a stabilire le modalità di donazione alle Onlus, che a determinate condizioni possono distribuire gratuitamente i medicinali direttamente ai soggetti indigenti o bisognosi.

Anche la Regione Umbria ha approvato una legge in tal senso, la L.R. 16/2017 “Promozione delle attività di donazione e distribuzione a fini di solidarietà sociale di prodotti alimentari, non alimentari e farmaceutici”, le cui finalità sono dirette, tra l’altro, alla tutela del diritto di ogni individuo alla riduzione degli sprechi e della produzione di rifiuti, in conformità con i principi dell’economia circolare, a favorire il riutilizzo e la donazione a fini di solidarietà sociale dei prodotti farmaceutici, ad informare e sensibilizzare cittadini ed istituzioni pubbliche e private sul tema in oggetto, promuovendo modelli di consumo ecosostenibile.

Diversi sono i Comuni che stanno portando avanti con successo progetti di recupero dei farmaci validi non scaduti: Bologna, per esempio, ha promosso già diversi anni fa il progetto “Farmaco Amico”, mentre Roma ha avviato nel 2013 un progetto sperimentale “Dona un farmaco a chi ne ha bisogno”. È necessario che anche un capoluogo di regione come Perugia si attivi per lavorare a progetti simili, anche alla luce della recente normativa nazionale e regionale.

Per questo abbiamo presentato un ordine del giorno con cui chiediamo di prendere ad esempio i principali Comuni italiani che stanno portando avanti progetti finalizzati al recupero dei farmaci validi non scaduti, coinvolgendo Afas e le associazioni di farmacie private, affinché aderiscano e collaborino al progetto tutte le farmacie, le associazioni e le fondazioni operanti nel territorio a fini sociali di solidarietà e di assistenza, nonché di avviare e promuovere una campagna di informazione e comunicazione rivolta alla cittadinanza sull’importanza di recuperare farmaci validi non scaduti e sulla possibilità di donarli alla fondazione Banco Farmaceutico onlus.

*Consiglieri comunali Partito democratico Perugia