A luglio: la prossima settimana invece assemblea pubblica sui servizi sanitari della città. L’amministrazione: «Atteggiamento coerente, mentre opposizione sul tema cerca di costruirsi una nuova verginità»

di Comune di Città della Pieve
(riceviamo e pubblichiamo)

CITTÀ DELLA PIEVE (Perugia) – L’Amministrazione comunale invita i cittadini a partecipare all’assemblea che si terrà giovedì 12 Aprile, alle ore 21:00, nella sala di Sant’Agostino. Un incontro pubblico in cui verranno affrontati e discussi i temi riguardanti i servizi sanitari a Città della Pieve: riconversione dell’ex ospedale, mantenimento e potenziamento dei servizi e attività di Emergenza e Urgenza. L’Amministrazione comunale è da sempre convinta che la riconversione del presidio di Città della Pieve sia la corretta strategia per garantire un futuro alla struttura sanitaria e offrire un servizio efficiente e appropriato ai bisogni della popolazione.

A questa certezza si è accostato un lavoro quotidiano teso ad assicurare un adeguato servizio di emergenza/urgenza. In radicale e ferma smentita di false ed errate illazioni relative alla supposta tardività dell’intervento del Comune di Città della Pieve nel procedimento di appello, avverso la sentenza del Tar, per legge le parti possono costituirsi anche in udienza. Il Comune lo ha fatto due giorni prima ed ha regolarmente discusso la propria posizione innanzi al Collegio, come risulta dal verbale.

L’udienza in cui verrà discusso il merito della questione si terrà il 26 luglio 2018 come stabilito dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, occasione in cui il Comune di Città della Pieve porterà avanti le proprie istanze. Al di là delle strumentalizzazioni, di chi prima ha partecipato alla discussione sulla riconversione e poi cerca di ricostruirsi una nuova verginità dai banchi dell’opposizione, si conferma nuovamente la coerenza di questa Amministrazione che – preso atto di scelte già operate – ha cercato da subito di ottenere servizi efficienti e funzionali per questa comunità, superando un modello ospedaliero che non era più in grado di assolvere alla necessità di avere servizi sempre più qualificati.