Almeno cinque i colpi messi a segno nel solo mese di marzo. Ora sono a Capanne

PERUGIA – Presi. Individuati e arrestati grazie proprio quell’auto, una Panda di colore verde, tante volte utilizzata per compiere i furti di cui adesso sono accusati. Per i carabinieri che hanno condotto le indagini ed eseguito i provvedimenti di custodia cautelare in carcere – coinvolti i militari di Perugia, Ponte San Giovanni e Valfabbrica – sono loro, due albanesi di 33 e 42 anni, i responsabili dei furti in abitazione che a marzo scorso hanno seriamente minato la tranquillità e la percezione di sicurezza nella zona dei Ponti, a Perugia. Almeno cinque, secondo la procura, i colpi messi a segno dai due uomini: entrambi con precedenti specifici, entrambi in Italia senza permesso né fissa dimora, quello del 1976 addirittura in barba a un ordine di allontanamento (valido fino al 2021) emesso un anno fa dal questore di Arezzo.

I furti sono stati compiuti, tutti, utilizzando la Panda verde che da qualche tempo «al suo passaggio terrorizzava come un vero e proprio spauracchio i residenti delle zone prese di mira», hanno spiegato i militari in conferenza stampa. Ed è stata proprio quell’auto (poi risultata rubata) a permettere ai carabinieri di rintracciare i due uomini nel bar di Ponte Felcino dove li hanno arrestati. Con non poca fatica visto il tentativo di fuga prima e la violenta reazione poi di uno di loro: nella breve colluttazione sono persino rimasti feriti due militari.

Gli albanesi si nascondevano e spostavano, da tempo, di casolare abbandonato in casolare abbandonato. In uno di questi è stata pure ritrovata parte della refurtiva: gioielli, denaro, capi di abbigliamento ed elettrodomestici che saranno messi a disposizione dei derubati per i riconoscimenti del caso. I due uomini, ora a Capanne, sono stati arrestati sabato scorso con l’accusa di furto aggravato continuato.