POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Trovato il candidato sindaco che può avere chance nel tritacarne ternano. Profonda rottura con il sistema di potere storico. E Paparelli, spiazzato, polemizza nervoso con Perugia

di Marco Brunacci

PERUGIA – Alla fine è stata trovata la soluzione, ma rovescia tutti gli schemi immaginati finora. Per dirla con un’immagine, magari ridondante ma efficace, tende a ribaltare il sistema di potere che si era appoggiato fino ad oggi al Pd a Terni.

La candidatura a sindaco del civico Massimo Piccioni, scuola democristiana, se non numero 2 al massimo numero 3 dell’Inps, medico, da tempo lontano dalla politica attiva, è ormai arrivata al traguardo. È «una candidatura che unisce» è il refrain che si sente ripetere nei corridoi di quel che resta del palazzo del potere Pd ternano. Di fatto viene Piccioni dalle esperienze civiche e non c’è niente di più alternativo di lui a una certa idea della politica che si toccava e respirava intorno alle ultime amministrazioni comunali ternane. Se hanno detto di sì Corsi e Bucari e pure l’ultimo sindaco Di Girolamo questa è la dimostrazione che, da quelle parti, si è vicini al game over.
Ovviamente l’ala vicina a Eros Brega come pure quella del senatore Rossi sono pronti a guidare la riscossa, ma ci sono frenatori e non di poco conto all’interno del partito. Uno su tutti. Fabio Paparelli, vicepresidente della giunta regionale, che per altro non era stato in grado di trovare esponenti della società civile ternana disposti a correre. Con Paparelli pare anche la presidente Marini abbia dei dubbi. Comprensibile. Piccioni promette di essere una candidatura di rinnovamento profondo che supererà i confini di Terni per
determinare equilibri diversi all’interno del centrosinistra anche a livello regionale.

Fatto sta che Paparelli, in questo momento complicato, ha mostrato quanto fosse scosso, iniziando una polemica di cristallina inutilità con l’assessore all’Agenda urbana del comune di Perugia, Fioroni, al quale di fatto ha alzato una palla alta così da schiacciare sulla Regione che «vuol dare pagelle ai Comuni». Nello scambio di acide battute via Facebook, Fioroni ha avuto modo di pestare (metaforicamente) il vicepresidente che probabilmente voleva più dimenticare i dispiacerI ternani che non occuparsi del Comune di Perugia.