Impiantata valvola cardiaca con tecnica usata in pochi altri centri al mondo. L’operazione al Santa Maria della Misericordia: un successo

PERUGIA – Una donna di 75 anni, arrivata in gravissime condizione alla osservazione dei cardiologi della equipe del dottor Claudio Cavallini, è stata sottoposta ad un intervento al cuore innovativo e totalmente mininvasivo, che ha permesso alla paziente, dopo una degenza di 15 giorni, di essere dimessa in buone condizioni.

L’unicità del caso – evidenzia una nota stampa dell’Azienda Ospedaliera di Perugia – è consistita nell’aver impiantato una valvola su una valvola cardiaca, che fino ad oggi era stato eseguito solo in pochissimi centri al mondo. L’esperienza conseguita negli ultimi 10 anni dall’equipe del dottor Cavallini, in collaborazione con i cardio-Anestesisti della TIPOC, nel trattamento mini-invasivo in Emodinamica delle patologie strutturali del cuore, è alla base dell’intervento effettuato con esiti positivo.

«In pratica, in anestesia locale, senza incisione chirurgica è stato raggiunto il cuore con una sonda partita dai vasi venosi delle gambe – spiega il Dottor Cavallini- per procedere poi a impiantare -con tecnica sofisticata-la nuova protesi in sostituzione di quella degenerata. Tutto questo ha consentito il ripristino del normale funzionamento della valvola e del cuore».

La donna, che vive a Perugia, era stata sottoposta 13 anni fa a impianto chirurgico di protesi mitralica, ed era stata ricoverata a metà dello scorso mese di marzo per un gravissimo scompenso cardiaco, refrattario alla terapia medica, determinato dalla degenerazione e malfunzionamento della protesi. Le gravi condizioni della paziente per lo scompenso cardiocircolatorio e l’insufficienza multiorgano, rendevano non proponibile un re-intervento chirurgico tradizionale di sostituzione valvolare.

Le condizioni di estrema criticità e di grave insufficienza multiorgano nella quale la paziente si trovava al momento dell’intervento hanno richiesto un’assistenza post-operatoria particolarmente intensa e complessa da parte dei cardiologi e degli infermieri dell’UTIC; il grado di compenso cardiaco e con esso la funzionalità dei vari organi sono lentamente ma progressivamente migliorati, con la paziente che ha ripreso a deambulare. Lunedì scorso le dimissioni. «Il risultato conseguito premia l’attività della struttura di cardiologia sempre pronto a migliorare l’assistenza e a perfezionare le
tecniche di diagnosi e cura dei pazienti – sottolinea il dottor Cavallini-, consapevoli che vanno sapute cogliere le opportunità della moderna tecnologia».