FOTO | Il messaggio del questore Bisogno in uno dei luoghi caldi della città: «Accoglienza e integrazione per gli onesti che hanno diritto di asilo, fermezza e rigore per chi si rifiuta di rispettare le nostre leggi»

PERUGIA – «Vogliamo essere soprattutto ove c’è maggior domanda di sicurezza». Dice, voce ferma e sguardo dritto, il questore di Perugia dal pulpito allestito in piazza del Bacio per celebrare il 166esimo anniversario della polizia di Stato. Luogo simbolo. Cuore stanco di una delle zone più problematiche dell’intera città (il quartiere della stazione, Fontivegge). Piazza del Bacio e i suoi mattoni bene incorniciano le parole pronunciate da Giuseppe Bisogno. Gli danno forma, sostanza, credibilità.

«Vogliamo essere soprattutto ove c’è maggior domanda di sicurezza», appunto. «Non vogliamo parlare ai cittadini di macro e microcriminalità, né di altri concetti che poco interessano a chi ha paura» perché, spiega il questore, «quando si è vittima di furto, di scippo o rapina, comportamenti e idee delle persone si modificano» e allora è facile, di fronte alla paura, arrivare a «temere l’altro al di la di ogni ragionevolezza».

«Noi, avendo a cuore la democrazia, vogliamo ascoltare chi ha paura e metterci dalla sua parte», prosegue poi. Le priorità di intervento? Due su tutte. «La prima è il contrasto di ogni forma di criminalità di strada che si incrocia e si alimenta con l’altra, ancor più complessa, che è il contrasto al traffico ed allo spaccio delle sostanze stupefacenti. Sullo sfondo è presente, compartecipe ad entrambe le tematiche, l’attività delinquenziale di molti stranieri irregolari».

«La presenza di irregolari che delinquono suscita spesso reazioni emotive nell’opinione pubblica – continua Bisogno -, influenzate anche da frequenti strumentalizzazioni che non aiutano a tenere ben fermi i due cardini di un paese civile e democratico come il nostro». Perciò serve distinguere: «Accoglienza e integrazione per le persone oneste che hanno diritto di asilo e fermezza e rigore per le persone che si rifiutano di rispettare le nostre leggi». Con il sostegno della gente: «Quanto più sollecitiamo i cittadini a collaborare con noi, tanto più dobbiamo essere solleciti e capaci nel servirli».

Di fronte al questore, oltre agli uomini e alle donne di tutti i reparti schierati in parata, le più alte cariche istituzionali, locali e non solo. Il sottosegretario al ministero dell’Interno, il sindaco, la presidente della Regione, quella dell’Assemblea legislativa dell’Umbria e il prefetto. Non un piccolo spacciatore che fosse uno. Per un giorno, per un’intera mattinata se non altro, il cuore di Fontivegge è tornato a battere di legalità.