Todi, la rabbia dell’associazione partigiani in vista della festa della Liberazione: «Mai successo nella storia della città»

(riceviamo e pubblichiamo)

di Sezione Anpi “Cap. Carlo Barbieri” di Todi

TODI – ​Non era mai successo nella storia della città, nemmeno con la precedente Amministrazione Ruggiano che il Comune si dissociasse dall’A.N.P.I. per la celebrazione della Festa di Liberazione. L’imprevedibile e sconcertante presa di distanza inoltre avviene a soli cinque giorni dalla ricorrenza e lascia tutti senza parole.

In data 27 marzo la sezione, come sempre, ha regolarmente protocollato un documento con richiesta di logo, patrocinio e degli spazi, in cui si riportava una bozza del programma, dal quale poi sono state solamente tolte delle cose. Subito dopo è stato contattato l’Assessore Ranchicchio per informarlo dello stesso protocollo e chiedere se si riteneva opportuno discutere insieme, anche di persona, il programma dell’intera giornata.
Il 5 aprile la presidente di sezione, Camilla Todini, ha dunque incontrato il sindaco Antonino Ruggiano e l’assessore Claudio Ranchicchio in Comune. Durante l’incontro sono state descritte tutte le iniziative già riportate nel documento protocollato e nulla ha lasciato intendere che la condivisione della celebrazione fosse in qualche modo o per qualche motivo a rischio e, non essendosi mai verificato tale fatto, niente poteva farlo supporre. Anzi, il Sindaco aveva chiesto alla sua segretaria di occuparsi, come sempre fatto dalle Amministrazioni, dell’invito alle autorità per la cerimonia della mattina, del quale ci aveva chiesto di inviare una bozza. Cosa che è stata fatta sempre il 17 aprile.

Il documento, nel frattempo, dal protocollo è passato agli uffici e tutto ha continuato a muoversi come sempre. Martedì 17 sono stati affissi 20 manifesti e 15 locandine in città e nelle frazioni. L’Assessore sapeva che i manifesti stavano andando in stampa perché era stato contattato a proposito della banda/orchestra che il Sindaco, sempre alla stessa riunione, gli aveva proposto di coinvolgere per la commemorazione, e che avremmo voluto inserire con gli altri loghi.
Non una parola, fino alle 19:51 di ieri, giovedì 19 aprile:

“[…] la Amministrazione Comunale ha inteso predisporre un programma delle celebrazioni, che sia quanto più istituzionale possibile, evitando, quindi, di aderire a programmi e celebrazioni che abbiano una impostazione di parte” con questa motivazione la Giunta Comunale di Todi nega, per la prima volta, l’utilizzo del logo e il patrocinio, per la celebrazione della Festa di Liberazione, all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Troviamo questo fatto a dir poco grave, un attacco alla storia e alla memoria di questo Paese, un oltraggio alla Costituzione.
Alla Giunta rispondiamo che si, certo, siamo di parte, siamo partigiani, siamo e saremo sempre dalla parte dell’antifascismo ma si può celebrare il 25 aprile stando da un’altra parte?

L’A.N.P.I. dice NO ai fascismi ogni giorno e ancor più il 25 aprile, perciò anche in questa occasione sarà possibile firmare l’appello “Mai più fascismi”. Forse è questo che non è in linea con l’Amministrazione Comunale? Vorremmo ricordare che le Istituzioni devono essere pienamente antifasciste come chiesto dalla Costituzione italiana, una celebrazione istituzionale non può che essere pertanto antifascista anch’essa.

Le stesse Istituzioni sono peraltro protagoniste delle iniziative del pomeriggio che vedono coinvolte le scuole, in continuità con la partecipazione alla mostra Primo Levi, i giorni e le opere, che il Sindaco inaugurò lo scorso novembre al nostro fianco. Il Preside, gli insegnanti e gli studenti del Liceo Jacopone da Todi condurranno infatti una parte degli interventi alla Sala del Consiglio. Sarà presente inoltre la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza che mutuerà il Se questo è un uomo di Levi nella riflessione sull’accoglienza Se questi sono ragazzi… Altro graditissimo ospite Angela Giallorenzi di Cidis Onlus, associazione senza fini di lucro che da più di trent’anni opera per promuovere una cultura dell’accoglienza e costruire integrazione.

Qual è dunque la “parte” da cui sta l’A.N.P.I. a cui l’Amministrazione Comunale non vuole aderire? Quella dell’antifascismo? Quella della Costituzione? Quella della Pace? Quella dell’uguaglianza? Queste sono le parole chiave che compaiono nei manifesti in tutta Italia, questa è la “parte” da cui sta l’A.N.P.I. dalla sua nascita.
Considerarla la parte “sbagliata” e ritenere l’A.N.P.I. lontana dalle Istituzioni la dice lunga sulle idee dei nostri Amministratori.

In conclusione vogliamo solo rammentare le parole dell’allora Presidente della Camera Boldrini rivolte ai Partigiani, invitati nell’Aula a Roma in occasione del 70° anniversario della Liberazione, “Voi non siete qui come ospiti ma siete qui come padroni di casa”. I Partigiani dunque non sono ospiti ma padroni di casa nelle Istituzioni e questa grande mancanza di rispetto verso l’A.N.P.I. è una mancanza di rispetto verso di loro.

Noi comunque saremo come sempre in piazza, dove arriveremo dopo la VI Camminata della Liberazione, e il pomeriggio continueremo a celebrare con la serietà e la solennità che merita, questa data fondamentale per la storia del nostro Paese.
Rimangono l’amarezza e lo sconcerto ma non smetteremo certo di resistere!