POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il retroscena: il rischio di un Riccigate in Regione per il Pd? In realtà sarebbe, secondo certi rumors, una manovra a lungo raggio nel centrosinistra per trovare nuovi alleati e neutralizzare Rometti

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ma qui davvero si rischia il Riccigate. City journal ha anticipato la spaccatura del gruppo Pd in Regione sul via libera alla costituzione di un gruppo in Assemblea regionale per il solo Ricci. È contro ogni regola, insistono alcuni. Costerebbe più del taglio ai vitalizi degli ex consiglieri regionali e questo è addirittura immorale, dicono altri. Ma – come anticipato ancora da City journal – ci sarebbe un retroscena politico: chi nel Pd è favorevole (la maggioranza della nomenclatura) pensa di poter portare Ricci dalla parte del centrosinistra, offrendogli, subito dopo la costituzione del suo gruppo autonomo da single, la presidenza dell’Assemblea regionale al posto della Porzi (che andrebbe – in questa ipotetica ricostruzione – in giunta regionale a far fuori il socialista Chianella).

Ora però ci sono nuovi elementi, ascoltando voci e rumors insistenti. E il retroscena diventa addirittura esplosivo. Tutto va verificato, come ovvio, la prospettiva è così di medio-lungo periodo che potrebbe essere cambiata dagli avvenimenti, ma certo, fosse vera anche solo in parte, cambierebbe il quadro politico umbro.
Sentite allora questo tam tam cosa racconta: dicono che Ricci sarebbe intenzionato a lasciare i lidi a lui ormai ostili del centrodestra e sarebbe orientato però non a una adesione al Pd, quanto piuttosto a un passaggio, verso il porto del centrosinistra, in una lista civica. Ma con quale Virgilio traghettatore? Udite, udite: Nilo Arcudi, campione socialista di Perugia, scomunicato dal leader maximo Rometti, che si è avvicinato molto al Pd (Marini, Giulietti), ma senza dar loro in verità vantaggi elettorali di rilievo all’ultima tornata del 4 marzo.
Quindi, fosse vera questa ricostruzione e non solo frutto di fantasie retrosceniste, ecco che l’offerta della presidenza dell’Assemblea regionale a Ricci sarebbe solo un passaggio verso un’alleanza organica, che spiegherebbe anche la cancellazione di Chianella dalla Giunta e l’accanimento contro Rometti, contando su una spaccatura non tanto dei vertici, quanto dell’elettorato socialista, considerato consistente ancora in alcune zone dell’Umbria, come Perugia.
Come si è visto il 4 marzo, l’effetto Arcudi, per i candidati del Pd, non pare sia stato memorabile. Ma sul voto locale, magari, le dinamiche possono essere differenti e su questo, evidentemente, conta la maggioranza della nomenclatura Pd che starebbe studiando questa operazione. Naturalmente tutta da confermare, con ogni passaggio da verificare. Ma certo con una sua logica precisa e un potenziale futuro.
Sempre che gli elettori apprezzino salti e contorsioni dei tanti aspiranti Tarzan nella giungla del consenso.