#Gnomeide, dal web alle librerie: il manuale per salvare le mamme e i papà

Il libro di Sonia Montegiove e Gilberto Santucci che parla ai “grandi” con gli occhi dei bambini. La presentazione alla Grande di Ponte San Giovanni

PERUGIA – Un libro che, partito da Todi e dall’Umbria, sembra aver trovato le parole giuste per parlare agli adulti, ai bambini e alla comunità educante in generale, tanto da diventare un piccolo caso editoriale nazionale. Si tratta di “#Gnomeide: salvate le mamme e i papà” di cui sono autori Sonia Montegiove e Gilberto Santucci ed i cui proventi sono destinati in beneficenza all’Associazione italiana per la lotta al retinoblastoma.

Il libro, dopo la ribalta pasquale su Radio24, verrà presentato venerdì 6 aprile, alle 17.30, alla Libreria Grande di Ponte San Giovanni, alla presenza degli autori e della giornalista Rita Boini. L’incontro sarà anche l’occasione per aggiornare l’originale storytelling, nato in Rete e poi diventato una pubblicazione di successo.
#Gnomeide è infatti una storia adattata al linguaggio e al tempo dei social network, pensata per aiutare a comprendere qualcosa di più della pianura sconfinata e confusa che rappresenta per tutti la Rete. Un libro divertente e divertito che indaga anche sulla complessità di un ruolo, quello di genitori, oggi ancora più difficile del passato, anche per la disponibilità di strumenti che se da una parte ampliano le possibilità di aprirci al mondo, dall’altra, inevitabilmente, creano più di qualche problema nel come gestire questa nuova forma di “apertura”.
Il libro ospita, oltre alle sagaci battute degli gnomi, i contributi di dieci esperti, tra scrittori, giornalisti, docenti, che interpretano e spiegano la portata di questo singolare progetto editoriale. Completa la #Gnomeide una piccola guida all’educazione digitale, ad uso di genitori e docenti, con un decalogo scritto e pensato dai bambini per i bambini.
Il mondo visto dagli occhi di questi novelli Hansel e Gretel di Internet, come sono stati ribattezzati, dà vita ad un racconto frammentario e aperto, come impone l’ambiente discontinuo della rete, che lascia però una traccia, forma un disegno, lancia un messaggio: il libro è infatti anche un appello contro la distrazione ed un invito all’ascolto dei figli che crescono e che si rapportano con il mondo, sia quello reale che virtuale, ammesso che esista ancora un confine definito