Con il discorso pronunciato in occasione dell’assegnazione dell’Oscar Leonardo Di Caprio ha raccolto la preziosa eredità del senatore Gaylord Nelson, strenuo promotore dell’Earth day

Ci avevano ironizzato su fino alla nausea. Nei giorni immediatamente precedenti la famigerata notte degli Oscar 2016 il web era in fermento (o in subbuglio, a seconda dei punti di vista), e a suon di meme e irriverenti parodie si era spinto persino a dare per spacciato il mesto candidato Leonardo Di Caprio a beneficio della ben più probabile conquista della statuetta da parte dell’ormai celeberrimo ‘orso’. Alla fine, però, era stato il ‘wonder boy’ di Scorsese a salire sul palcoscenico del Dolby Theatre di Hollywood per ritirare il primo Oscar della sua strabiliante carriera, consegnatogli dall’Academy per la sua interpretazione in ‘The Revenant’, firmato dal regista Inarritu.

Dal pulpito di uno tra gli eventi più seguiti del mondo, oltre ai consueti ringraziamenti di rito, aveva voluto lanciare un appello a tutela dell’ambiente. Ecco il passaggio conclusivo del suo discorso: «‘The Revenant’ racconta il rapporto dell’uomo con il mondo naturale, un mondo che nel 2015 è passato attraverso l’anno più caldo della sua storia. La nostra produzione si è dovuta spostare alla punta meridionale di questo pianeta solo per trovare la neve. Il cambiamento climatico è reale. Sta accadendo in questo momento.

Progeco banner staticoÈ la minaccia più urgente per tutta la nostra specie, e abbiamo bisogno di lavorare collettivamente insieme e smettere di procrastinare. Dobbiamo sostenere i leader di tutto il mondo che non parlano per i grandi inquinatori o per le grandi aziende, ma che parlano per tutta l’umanità, per le popolazioni indigene di tutto il mondo, per i miliardi e miliardi di persone svantaggiate, per i figli dei nostri figli, e per quelle persone là fuori la cui voce è stata soffocata da una politica di avidità. Vi ringrazio tutti per questo fantastico premio. Cerchiamo di non dare questo pianeta per scontato. Non davo per scontata questa serata. Grazie mille.»

Leonardo Di Caprio, lo si sarà intuito, è un convinto militante ambientalista. Basta dare un’occhiata al suo profilo Instagram per constatare la portata del suo impegno. Con il discorso pronunciato in occasione dell’assegnazione dell’Oscar ha raccolto la preziosa eredità di un altro grande attivista della recente storia americana, il senatore Gaylord Nelson, strenuo promotore dell’ ‘Earth Day’, la Giornata Mondiale della Terra. Ovvero la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo sotto l’egida delle Nazioni Unite si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia.

L’idea della creazione di una “Giornata per la Terra” fu discussa per la prima volta nel 1962,ma l’Earth Day prese definitivamente forma nel 1969 in seguito al disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oil al largo di Santa Barbara, in California. Fu allora che il senatore Nelson ritenne provvidenziale portare le questioni ambientali all’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo politico: «Tutte le persone, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile».

Il 22 aprile 1970, ispirandosi a questo solenne principio enunciato dallo stesso Nelson, 20 milioni di cittadini americani si mobilitarono per una manifestazione a difesa della Terra. I gruppi che singolarmente avevano combattuto contro l’inquinamento da combustibili fossili, contro l’inquinamento delle fabbriche e delle centrali elettriche, i rifiuti tossici, i pesticidi, la progressiva desertificazione e l’estinzione della fauna selvatica, improvvisamente compresero di condividere valori comuni. Da quel giorno, ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Terra.

Gli ecologisti di tutto il mondo colgono quest’opportunità per accertare lo stato di salute del pianeta e affrontare le diverse problematiche che ne minacciano la conservazione: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si vagliano e valorizzano le possibili soluzioni che promettano e permettano di eliminare gli effetti nocivi dell’attività dell’uomo. Soprattutto, si afferma prorompente la cosiddetta ‘Green generation’, che guarda ad un futuro libero dall’energia da combustibili fossili, alla responsabilizzazione individuale verso un consumo sostenibile, allo sviluppo di una green economy e a un sistema educativo ispirato alle tematiche ambientali.

Sul finire del secolo scorso la Giornata della Terra ha fornito una spinta determinante alle iniziative ambientaliste di tutto il mondo, contribuendo a promuoverne le istanze in seno alle Nazioni Unite, nell’ambito del vertice tenutosi nel 1992 a Rio de Janeiro. Nel corso degli anni l’organizzazione dell’Earth Day si è inoltre dotata di strumenti di comunicazione sempre più potenti. Nel 2000, grazie al capillare raggio d’azione di internet, lo spirito fondante della manifestazione venne diffuso a livello globale. L’evento che ne scaturì coinvolse oltre 5mila gruppi ambientalisti al di fuori degli Stati Uniti, raggiungendo centinaia di milioni di persone, e molti noti personaggi dello spettacolo tra cui proprio Leonardo Di Caprio. Con lui, emblema e appassionato esponente della Green generation, si chiude il cerchio. Ma la questione rimane aperta.