FOTO | L’arte in cento capolavori dell’Accademia nazionale di San Luca

da un nostro contributor

Straordinaria mostra temporanea quella curata da Vittorio Sgarbi, che attualmente si svolge a Perugia nei palazzi della Fondazione della Cassa di Risparmio di Perugia. E molti sono i motivi che la rendono straordinaria: innanzitutto perché il suo percorso espositivo ci fa avvicinare e conoscere una grande istituzione nazionale come quella dell’Accademia di San Luca di Roma, fondata nel 1593 da Federico Zuccari, che oggi trova sede a Palazzo Carpegna, dietro Fontana di Trevi.

Poi perché permette una bellissima carrellata lungo cinque secoli di storia dell’arte dal ‘500 al ‘900’ attraverso cento opere dell’Accademia. In terzo luogo – ma non meno importante come motivo – perché il suo percorso porta all’attenzione del visitatore non solo le opere di pittori e scultori celebrati in tutto il mondo e conosciuti da tutti, ma anche quelle di altri artisti sicuramente meno noti, ma comunque sublimi allo stesso tempo e altrettanto  importanti. Infine la sua collocazione, come detto, a Palazzo Baldeschi al Corso, uno delle residenze più belle della nostra città.

Ed ecco che tra le stanze del piano nobile di Palazzo Baldeschi e quello di Palazzo Lippi Alessandri, ci è possibile ammirare le opere in un tourbillon di grandi artisti:

  • RAFFAELLO, con il Putto reggifestone, affresco che evidenzia il suo stile purissimo, la dolcezza e la delicatezza dei tratti del volto e che ebbe un enorme successo e amato dall’artista stesso, tanto che reimpiegò il medesimo cartone (a differenza del suo “insegnante” Perugino, lui non era solito utilizzare più volte lo stesso cartone) per affrescare l’interno degli appartamenti vaticani;
  • BRONZINO, artista della Firenze del ‘500, ritrattista di corte di Cosimo I de’ Medici e molto apprezzato anche dalla moglie di Cosimo -Eleonora di Toledo- e che per questo affresca la cappella privata della famiglia Medici, qui con due tavole raffiguranti un S.Bartolomeo e un S. Andrea facenti parte di una Pala d’altare realizzata a Pisa. Il S. Bartolomeo è di forte impatto visivo , visto che viene scuoiato e colpisce l’attenzione che mette Bronzino nel rappresentare le fasce muscolari. Sicuramente l’artista aveva visto il trattato di medicina “Umanis corporis”;
  • ANTON VAN DYCK, e il suo Trionfo dell’Immacolata Concezione;
  • PIETER PAUL RUBENS, pittore di corte dei Gonzaga di Mantova e maestro di Van Dyck, con il bozzetto delle Ninfe che incoronano la dea dell’abbondanza;
  • CAVALIER D’ARPINO, maestro di Caravaggio, con la cattura di Cristo;
  • GUERCINO, con Amore e Venere;
  • ANTONIO CANOVA, con un gesso, uno studio per la testa di papa Clemente XIII;
  • FRANCESCO AYEZ, pittore storiografico x eccellenza. Le sue opere contengono spesso un messaggio nascosto. Qui è presente con Ulisse, sotto mentite spoglie, alla corte di Alcinoo. Famoso poi il suo “Bacio”;
  • AMEDEO BOCCHI, e lo struggente ritratto di Bianca in piedi;
  • GIACOMO BALLA, padre del futurismo, qui un po’ diverso dal Balla solito, c’è il ritorno al figurativo, al ritratto. Se si presta attenzione si vedrà un quadro dentro ad un quadro, infatti vediamo in fondo il ritratto di una donna. Il quadro si chiama “primi e ultimi pensieri, C’è l’autoritratto di Balla, ormai anziano, e dietro l’autoritratto della figlia Erica -grande pittrice pure lei- e questa è una delle sue prime opere che intitolerà “primi pensieri”. In pratica con questo quadro, il padre lascia il testimone alla figlia;
  • PIETRO DA CORTONA e GIAMBOLOGNA.

Tanti dunque i motivi per una visita a questa seconda trasferta delle opere dell’Accademia di San Luca (ha già fatto tappa al forte di Bard, in Val d’Aosta) e sicuramente più che sufficienti a soddisfare il palato di tutti, dal semplice curioso all’appassionato, dal turista all’esperto e allo studioso di storia dell’arte.