25 aprile: il vaudeville di Ruggiano, la remuntada della Marini

L'incontro di questa mattina a Todi con Ruggiano e Marini
L'incontro di questa mattina a Todi con Ruggiano e Marini

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il niet del sindaco di Todi alle celebrazioni è il prezzo pagato a Casapound. Bella l’assennata protesta dell’Anpi, male o maluccio gli altri. Il ritardo della Governatrice

di Marco Brunacci

PERUGIA – Non si sa perché, ma tutti a un certo punto si appassionano. Una scelta da palcoscenico di vaudeville, per avere qualche applauso facile a destra, o peggio per pagare il prezzo dell’appoggio della sua giunta a Casapound. Fatto sta che il sindaco di centrodestra di Todi, Ruggiano, si è sentito in dovere di dare il suo niet alle celebrazioni dell’Associazione partigiani (l’Anpi) per il 25 aprile nella città che governa.

Tutto questo meriterebbe poche righe e un rimando: se si vuol fare un dibattito serio, a destra come a sinistra, si può in ogni momento affrontarsi tra tesi classiche e revisioniste, tra libri di Giampaolo Pansa e quelli dei più coriacei ortodossi marxisti.
Ma picchiarsi su non si sa bene cosa è un brutto segno dei tempi, della politica delle sceneggiate, della regressione alla comunicazione dei segni scolpiti, invece che sulla pietra, sul silicio dei nuovi media.
La vicenda non merita neppure di essere spiegata perchè Ruggiano ha solo avanzato, con l’aggravante dell’aria furbetta, spiegazioni pretestuose per il suo niet, e l’Anpi, nella sua risposta doverosa, ha fatto una figura esemplare, assennata e moderata nei toni, perentoria nei contenuti.
La sceneggiata di Ruggiano termina qui? Neanche un po’. Un nubifragio di sdegni piove sul palcoscenico del vaudeville imposto dalla sciagurata scelta del sindaco di Todi. Nessuna riflessione, come sempre in questi casi. Solo rumore, tanto rumore. Se fosse un film andrebbe titolato: da Todi con clamore.

Però merita una menzione a parte il duplice intervento della presidente della Regione, ma solo per ragioni di tempistica. La Governatrice Marini è il massimo vertice di governo ma anche istituzionale dell’Umbria, ha il doveroso rispetto di tutti i suoi concittadini e tutti li rappresenta, ma benedetta donna se doveva dire qualcosa a Ruggiano non lo poteva fare stamattina a Todi, quando era seduta gomito a gomito col sindaco della sua città natale, come testimoniato da una foto mandata dalla sua agenzia di stampa in ogni angolo dell’etere umbro?
E poi, ribenedetta Governatrice, visto che era in ritardo sui commenti già inviati, doveva proprio fare una remuntada così clamorosa, da Roma-Barcellona? Non una lettera ha inviato al Ruggiano che aveva gomito a gomito, bensì due: una come presidente di Regione, una come ex sindaco di Todi.
Cosa c’è scritto nelle lettere è del tutto marginale, perchè era già detto in ogni intervento dei tanti seguiti a quello, doveroso e assennato, dell’Anpi. Anche un po’ di sindaci hanno parlato. Un gran numero di parlamentari, un team di sindacalisti.
Finiamola così: il prossimo 25 aprile, per compensare la fesseria fatta quest’anno, Ruggiano dovrà proporre di ricordare a Todi il 25 aprile con 5 minuti di silenzio. A cominciare dal suo. E a seguire di tutti gli altri.