Umbria | Sbrenna: «Sì al taglio dei nostri vitalizi per i giovani, a queste condizioni»

Pino Sbrenna (foto YouTube)
Pino Sbrenna (foto YouTube)

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Disco verde dai vecchi consiglieri regionali, ma i soldi devono avere una finalità esclusiva. «E contribuiscano anche i consiglieri attuali e i 12 massimi dirigenti regionali»

di Marco Brunacci

PERUGIA – Dite voi se per una volta l’Umbria non potrebbe andar fiera di qualcosa. Allora: Pino Sbrenna, ex consigliere regionale, democristiano storico della prima Repubblica, leader Dc perugino di quel periodo che è stato sepolto con tutte le sue tante ombre ma ahinoi anche con le sue luci, legge su City Journal l’intenzione che circola in Regione, sulla quale molti volenterosi si stanno esercitando, e dice di sì. A che cosa? Taglio dei vitalizi dei vecchi consiglieri regionali per alimentare un fondo per l’occupazione giovanile (si parla di una base potenziale da 1,5 milioni di euro). Ma con alcune condizioni che gli fanno onore e che adesso devono essere altri a onorare. Pronti.

Sbrenna, che dice di questa idea di tagliare una parte dei vecchi vitalizi che City Journal ritiene così tanto utile e sensata?
«Dico che si può fare, perché non sia mai che noi ex consiglieri regionali venissimo scambiati per la vecchia politica, la casta che si arrocca sul suo, anche se sono diritti acquisiti. Ma mi permetta: noi ex consiglieri regionali la nostra buona volontà ce l’abbiamo già messa. Nel 2010 ci è stato fatto un primo taglio, un po’ più di cinquemila euro sulla nostra posizione previdenziale. Sarebbe stato un gioco da ragazzi fare opposizione e vincere il ricorso, visto che c’era – e c’è – una giurisprudenza consolidata a nostro favore. Non lo abbiamo fatto. Questa è la nostra linea. Vogliamo dare una mano. Ma a patto che sia una cosa seria».

Quali condizioni ponete, allora?
«Primo: il denaro che ci viene trattenuto deve essere destinato a uno scopo sociale preciso. A noi va bene quello che indicava City Journal: un fondo per l’occupazione giovanile. Ma questa finalità deve essere esclusiva, non semplicemente prioritaria».

Spiego io: il denaro preso dai vostri vitalizi deve essere solo ed esclusivamente impiegato per il fondo per l’occupazione giovanile, una volta che è deciso. Giusto?
«Esattamente. Non può essere dirottato verso qualche altra parte del bilancio regionale nella quale si scopre qualche buco. È chiaro, no?».

Chiarissimo. Vi accontentate di questo?
«Ragioniamo. Noi diamo da subito la nostra disponibilità e sono certo che tutti i vecchi colleghi saranno con me, ma certo anche gli attuali consiglieri regionali devono dare un segnale. Parliamo di solidarietà, non vedo come possano gli attuali consiglieri esimersi. Si tratta di fare a meno di una parte del loro compenso. Voglio ricordare a questo proposito che un consigliere di vent’anni fa come me prendeva al netto 3.500 euro al mese, oggi si arriva molto ma molto più in alto, intorno ai 9mila se non sbaglio, no?».

Quindi l’idea è questa: vecchi e nuovi consiglieri insieme per dar vita al fondo regionale per l’occupazione giovanile. Non sarebbe una gran bella cosa?
«Lo è. L’ho detto: noi siamo disponibili. Ma a questo punto non vedo come esentare da un contributo di solidarietà anche i 12 alti livelli di Regione e Agenzie regionali e Aziende sanitarie e ospedaliere. Perché non destinare le quote eccedenti – e in Umbria mi risulta che ce ne siano – i 140mila euro lordi annui stabiliti come tetto per la pubblica amministrazione allo stesso fondo per i giovani?».

Pino Sbrenna sul suo onore si impegna a condurre in porto questa trattativa?
«Sbrenna si impegna. Ognuno deve fare la sua parte. Noi ci siamo. E ci siamo come consiglieri che, nel periodo in cui sono stati in Regione, avevano anche un record: l’indennità differita più bassa d’Italia. Le cose dopo di noi sono cambiate».

Non in meglio, sembra di capire