POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il retroscena: chiarimento tra l’assessore Barberini e il rettore Moriconi. Ma c’è il no sul Pronto soccorso pediatrico, un servizio già garantito senza nuove strutture. Novità su Gastroenterologia e Chirurgia

di Marco Brunacci

PERUGIA – È stato un incontro di pochi minuti. Ma devono essersi capiti. Al termine del convegno per il Reumatologia day, l’assessore alla sanità Barberini e il rettore Moriconi (presente il dg dell’azienda ospedale di Perugia Duca) hanno avuto modo di scambiare poche parole.

I rumors riferiscono che Barberini ha chiarito che la sanità regionale sta facendo tutto quello che può per accelerare sulle Unità complesse dell’azienda ospedale di Perugia e sui protocolli e l’Università deve prenderne atto. Tutto si può fare più velocemente ma qui il ritmo non è affatto male. I medesimi rumors riferiscono che il rettore ci tiene a ottenere risultati tangibili in tempi brevi, ma ha tenuto un atteggiamento collaborativo al massimo. Tutto è bene quel che finisce bene. Va aggiunto, comunque, che restano le riserve dell’assessore Barberini sull’aiuto che viene dall’Università per dare eccellenze alla sanità dell’Umbria. Ma questa è un’altra storia e non si risolve in pochi minuti a margine di un convegno.
Per chiarire di cosa si tratta: le Unità complesse consentono una migliore organizzazione di branche e reparti, oltre che posti d’onore a chi le guida. Le partite che di fatto si sono concluse sono tre: Medicina interna ha terminato le procedure (fatti salvi i ricorsi) e Pirro è sulla tolda di comando, stessa cosa per la Psichiatria con Tortorella e Urologia con Mearini. Tre sono in dirittura d’arrivo: c’è per l’appunto Reumatologia con Gerli favoritissimo e Radiologia per immagini che ha in Scialpi l’uomo del pronostico. Ancora più facile immaginare la conclusione dell’Unità complessa di Pediatria dove la incontenibile Susanna Esposito non pare proprio avere rivali. Anche se è destinata a cadere nel vuoto la richiesta di un Pronto soccorso pediatrico che era stata avanzata dalla stessa Esposito e caldeggiata da un po’ di gente, anche perché il servizio è comunque garantito dal reparto stesso.
Il niet è arrivato in piena sintonia dall’assessorato alla sanità e dalla direzione generale dell’Azienda ospedale (Duca): con i chiari di luna che ci sono nei bilanci sanitari mettere in piedi una struttura che coinvolga almeno 5 o 6 medici in più è un lusso per una realtà come quella dell’ospedale di Perugia che sta vivendo per altro una ristrutturazione giudicata da tutti molto positivamente, grazie agli interventi del neo primario Paolo Groff.

E visto che siamo in tema di movimenti sanitari: resta la patata bollente della Gastroenterologia, ma per la prima volta il clima tra Università e Azienda ospedale sembra tendente al sereno. Si sta andando verso la decisione di non mettere in piedi una struttura complessa. Potrebbero bastare due unità semplici (gira un’ipotesi Bassotti dalla parte universitaria e Clerici per quella ospedaliera, sempre con Fiorucci però in pista).
Qualche brivido ancora in chirurgia. Il (fiero) dualismo Donini-Baccari non sta dando i risultati positivi che qualcuno si attendeva. E ora c’è chi è convinto che ci saranno altre novità in tempi ravvicinati. Attendere per sapere.