Terni, raccolta differenziata: «Famiglie penalizzate due volte»

Raccolta differenziata
Raccolta differenziata

Nel mirino del Gruppo I love Terni «la non redistribuzione del risparmio derivante dalla raccolta. Piacenti e Di Girolamo colpiscono ancora»

di Gruppo I love Terni
(riceviamo e pubblichiamo)

TERNI – Chi non ricorda i famosi 3 milioni di euro che nel 2017, grazie alla raccolta differenziata, sono stati risparmiati in termini di minori costi di trasporto e di minore tassa di conferimento in discarica ad Orvieto? Ebbene le direttive lasciate da Piacenti prima della interdizione erano quelle di tranquillizzare le associazioni di categoria che, seppur tardivamente, si inalberarono per l’aumento al massimo dell’Imu e della Tasi conseguente alla presentazione del piano di rientro dal dissesto poi bocciato per ben tre volte dalla Corte dei conti regionale e dalle Sezioni riunite di Roma.

In questo modo i vantaggi della raccolta differenziata verrebbero distribuiti alle imprese come promessa elettorale del Pd e non alle famiglie che sono quelle che, grazie ai risultati della differenziata, hanno prodotto quel risparmio e che sono penalizzate da un livello della Tari troppo alto. È ampiamente comprensibile l’ira delle imprese ma è altrettanto giustificata la protesta delle famiglie penalizzate dalla mancata applicazione della “tariffa puntuale familiare” che sembra non ci sia la minima intenzione di introdurre, a meno che una salutare svolta elettorale riorganizzi l’intero settore in termini di corretta ripartizione degli oneri fra Asm e cooperative ed introduca una maggiore efficienza nella gestione del settore.

Si impone infatti una ulteriore campagna di sensibilizzazione ma soprattutto la realizzazione di un impianto di selezione spinta in modo da ridurre ulteriormente le residue 14mila tonnellate annue di indifferenziata che spediamo ad Orvieto con costi troppo elevati. Inoltre problemi di ordinaria burocrazia con alcuni uffici comunali sembra porterà addirittura alla decisione di spostare nel Comune di Narni l’impianto di selezione con perdita da parte di Terni del ruolo che ci compete e che, inefficienza dopo inefficienza, stiamo pagando in modo durissimo.

Il clima di galleggiamento dovuto alla gestione commissariale, inadatta a prendere decisioni strategiche, favorisce quelle direttive inopportune della giunta Di Girolamo, esiziali per la ripresa economica della città con un carico fiscale e tariffario troppo pesante.