Terni, da oggi il “dissestino” c’è e lotta con(tro) noi

La sede del Comune di Terni
La sede del Comune di Terni

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il Comune è ufficialmente in default. È uno dei tre in Italia sopra i centomila abitanti. Le elezioni? Il 27 la data più probabile, ma prima i commissari devono vedere il bilancio da vicino

di Marco Brunacci

PERUGIA – Dopo un incredibile tira e molla, dopo un dibattito tra marziani, dopo la quasi beatificazione del sindaco Di Girolamo per motivi che a tutt’oggi sfuggono, adesso si rimettono le cose per il verso giusto. Allora: il Comune di Terni dal primo marzo è in dissesto finanziario. Ufficialmente.

Lo ha dichiarato il commissario Antonino Cufalo. Doveva farlo il consiglio comunale ma non gli è riuscito, impegnato com’era a stabilire quanto erano stati bravi gli amministratori della città. Lo ha fatto il commissario. Tecnicamente il prossimo
passaggio sarà davanti al presidente della Repubblica che dovrà nominare tre commissari per l’Organo di liquidazione.
Stiamo parlando di quel dissesto che è stato descritto dal sindaco Di Girolamo come un problema al fondo risolvibile, insomma non proprio un dissesto, al più un “dissestino”. Ma Di Girolamo non ha mai incontrato su questo tema la stessa sensibilità dei giudici della Corte dei Conti, i quali anzi hanno pensato e continuano a pensarlo che quell’allegro bilancio fosse una questione essenziale per il futuro della città, per via delle
entrate – esibite dalla giunta comunale di Terni – «aleatorie», di contro, delle uscite assai pesanti.
E pensare che il “dissestino” pone Terni sul podio: sono infatti tre in tutto e non più di tre, in Italia, i Comuni sopra i centomila abitanti che hanno dovuto ammainare bandiera e lasciare ai commissari l’onere di far fronte agli impegni di bilancio per propria incapacità. Non è un bel podio e neppure una bella medaglia, ma alla fine per la città è un sospiro di sollievo dopo che per mesi si è tirato avanti come si stesse in un altro
pianeta. Con i conti pronti a peggiorare in ogni momento, nel mentre gli ultras del sindaco si facevano i complimenti non si sa bene di che cosa.

Ora i cittadini possono solo attendere di conoscere la medicina sicuramente amara con la quale i commissari intendono rimettere in piedi lo sfinito conto economico del Comune, però nella prospettiva di esprimere il proprio parere vincolante per il futuro, attraverso il voto alle elezioni comunali che, a questo punto, visti i tempi e i modi in cui si sta svolgendo questa prima fase del commissariamento, dovrebbe arrivare il 27 maggio o al più la domenica successiva.
Resta però – una volta che i commissari avranno approfondito le varie poste di bilancio e preso atto di tutte le cose da fare – l’eventualità che si voti anche a primavera del 2019. Diciamo, guardando così, a bocce ancora non ferme, un 70% di possibilità che si voti quest’anno, e non più di un 30 che si voti l’anno prossimo.
Comunque da oggi il “dissestino” c’è e lotta con(tro) noi.