Tecniche di primo soccorso nelle scuole perugine: via alla formazione per studenti e docenti

Corso di pronto soccorso. Repertorio
Corso di pronto soccorso. Repertorio

Il responsabile della Centrale operativa regionale 118: «Un tempestivo intervento può essere determinante per salvare una vita umana»

PERUGIA – Personale del 118 regionale dell’Umbria inizierà, a breve, corsi di di pratiche di primo soccorso a insegnanti e studenti. Il progetto – fortemente voluto dalla Società italiana sistema 118 – è stato presentato martedì mattina presso l’Istituto tecnico Capitini e si ripropone, come detto dal dottor Fulvio Bussani di «fornire alle future generazioni conoscenze e strumenti per intervenire nei momenti di emergenza -urgenza sanitaria, grazie a competenze acquisite da formatori sanitari».

«Già dieci anni fa – ha sottolineato ancora Bussani – la Sis 118 avanzò una proposta di legge di iniziativa popolare per l’insegnamento obbligatorio nelle scuole italiane del primo soccorso con la raccolta su tutto il territorio nazionale di 93 mila firme. Ora, In attesa della applicazione del decreto legge, e Solomone titolo sperimentale il ministero ha scelto 13 Provincie fra cui Perugia, dove le autorità scolastiche hanno individuato due istituti, il Comprensivo 5 di via Chiusi e l’Itet Capitini».

Alla presentazione del progetto erano presenti, insieme a docenti e studenti delle classi individuate per le esercitazioni, i dirigenti scolastici Fabio Gallina, Silvio Improta e Mauro Esposito. La componente sanitaria è stata rappresentata dal direttore generale della Azienda ospedaliera di Perugia, Emilio Duca, da Francesco Borgognoni, responsabile della Centrale operativa regionale 118, e da Fulvio Bussani, past president della Società italiana sistema 118. In rappresentanza delle istituzioni regionali, il consigliere Carla Casciarri .

Nel corso della presentazione è stato ribadito dal responsabile della centrale 118, Borgognoni, che «un intervento tempestivo di primo soccorso assume valore determinante nel salvare una vita umana. La formazione di insegnanti e studenti rappresenta, dunque, uno strumento scientifico e di civiltà indispensabile per prevenire e ridurre i decessi a seguito di arresto cardiaco». Il progetto vuole in definitiva evidenziare come la sopravvivenza a seguito di attività poste in essere in emergenza rappresenta un momento di civica solidarietà.